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WINGED - Vox Profana - BLACKZine.com

C’è un tipo di storia che

non nasce mai in modo ordinato. Non ha un punto d’inizio netto, né una linea retta da seguire. Si costruisce piuttosto come una mappa disegnata a mano, con strade che si interrompono, deviazioni improvvise e ritorni inattesi. La storia dei WINGED appartiene a questa categoria: un viaggio lungo trent’anni che attraversa Catania, le sue sale prove, le sue fratture creative e una rinascita che oggi vive in una forma completamente diversa da quella originaria.
Tutto comincia nel luglio del 1991, in una scena metal catanese sorprendentemente viva. Il progetto prende forma dopo l’uscita del suo fondatore dai Sinoath, band con cui aveva registrato il demo “Forged in blood” suonando il basso. È una separazione che non chiude un capitolo, ma ne apre uno nuovo. Anzi, ne spalanca diversi in direzioni ancora tutte da esplorare.
In quegli anni la città è un organismo musicale in fermento. Le sale prove non sono semplici spazi, ma punti di incontro tra mondi paralleli. Nello stesso ambiente si incrociano realtà come Catacomb, destinati a evolversi nei Novembre, e i No Rules, che diventeranno poi Ordalia. È un ecosistema in cui le band non si cercano, semplicemente si trovano.
In questo contesto nasce la prima formazione dei WINGED: alla chitarra il fondatore, al basso Alessandro Alioto, alla batteria Alessandro Garigliano e alla voce Danilo Riolo. Non c’è ancora una vera consapevolezza di progetto strutturato, ma un’urgenza condivisa, tipica di quegli anni in cui la musica è più istinto che definizione. Sono ragazzi di quartiere, cresciuti in una dimensione dove tutto passa attraverso la presenza fisica: la sala prove come rifugio, le cassette scambiate tra amici, le giornate tra scuola saltata e musica ascoltata fino allo sfinimento.
Nessuno è un virtuoso nel senso accademico del termine. È tutto ancora in costruzione. Il fondatore stesso sta passando dal basso alla chitarra elettrica, mentre il batterista è l’unico ad avere una base teorica più solida, legata anche ai suoi rapporti familiari con la scena dei Sinoath. Da questa fragilità iniziale nasce però una libertà assoluta, senza filtri né modelli da imitare.
Il primo documento del gruppo non è un album, ma un rehearsal registrato con una radiolina a cassette appoggiata sul pavimento. Un gesto semplice, quasi domestico, che oggi diventa la prima traccia concreta di un viaggio appena iniziato.
La storia dei WINGED, però, non si stabilizza mai. È una sequenza di trasformazioni continue, in cui la line-up cambia più volte senza mai interrompere davvero il filo del progetto. Nei primi anni ’90 il percorso si sviluppa tra demo e sperimentazioni, fino a “Oath of blood” del 1993, dove il fondatore si occupa anche di chitarra, tastiere e drum machine. Nel 1996 arriva “A voice beyond the grave”, che segna un ritorno alla dimensione live con una nuova formazione, mentre nel 1997 “From the arcane burning legions” rappresenta il primo album ufficiale, pubblicato da Tenebrarum Productions.
Ogni fase introduce cambiamenti, ingressi e uscite, senza mai cancellare ciò che è venuto prima. Anche il suono si trasforma in modo graduale: dalle origini death metal più grezze e primordiali, senza tastiere e con un approccio diretto, si passa a una scrittura più stratificata, dove entrano influenze black metal e soprattutto le tastiere, introdotte come elemento stabile già dal 1993. Nel tempo il linguaggio si scurisce, si espande, si contamina, fino ad arrivare a una forma che oggi intreccia death metal atmosferico, doom e una forte componente narrativa e teatrale.
Non esiste però un vero punto di rottura. Ogni fase nasce dalla precedente, come se il progetto non sapesse interrompersi ma solo mutare direzione. Anche i rapporti tra i membri seguono questa logica: alcune connessioni si mantengono nel tempo, altre si allentano, altre ancora riemergono in forme diverse. La band attraversa anche una lunga fase di inattività che va circa dal 1998 al 2024, durante la quale il fondatore si dedica ad altri progetti, senza però chiudere mai definitivamente il discorso WINGED.
Quando il progetto torna a muoversi nel 2024, lo fa con una forma completamente diversa. Non più una band tradizionale legata alla sala prove e alla dimensione live costante, ma un progetto da studio costruito attraverso collaborazioni a distanza tra Catania e la provincia di Messina. È un cambiamento che non riguarda solo la logistica, ma proprio il modo di concepire la musica: meno collettivo simultaneo, più stratificazione progressiva.
La formazione attuale riflette questa nuova impostazione. Alla voce c’è Alessandro Riva, già attivo nei Darkvoid, che introduce una dimensione interpretativa più narrativa e scura. Al basso troviamo Francesco Cucinotta, musicista con un lungo percorso nella scena siciliana e nei Sinoath, che rafforza la struttura portante del suono con esperienza e continuità. Alla chitarra solista, dopo la partecipazione di Gianni Cavallaro in “Landscapes from the afterlife” del 2025, entra Riccardo Santoro, anch’egli legato ai Darkvoid, segnando una rete di connessioni interne tra progetti paralleli che condividono lo stesso ecosistema musicale.
Questa line-up non è un assetto fisso, ma un equilibrio temporaneo funzionale al metodo attuale del progetto. I brani non nascono più in uno spazio unico e condiviso, ma si costruiscono per livelli successivi, come mappe sonore che prendono forma attraverso interventi separati. La sala prove lascia spazio a un laboratorio diffuso, dove la distanza fisica diventa parte integrante del processo creativo.
Alla fine, guardando l’intero percorso dei WINGED, ciò che emerge non è una storia lineare ma una successione di metamorfosi. Ogni epoca aggiunge qualcosa senza cancellare la precedente, ogni formazione lascia una traccia, ogni pausa diventa parte del racconto. Dalla Catania degli anni ’90 alla dimensione distribuita del presente, il progetto continua a muoversi come un viaggio che non cerca una destinazione definitiva, ma si definisce proprio nel suo continuo cambiamento.

 

Alessia Buccino

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