Ci sono band che si limitano
a suonare, e poi c’è SEDNA, che
invece costruisce sentieri. La loro musica non procede mai in
linea retta: è un viaggio lento, quasi rituale, in cui ogni passo
affonda in paesaggi sonori oscuri e desolati, per poi riemergere
verso spazi aperti, luminosi, rarefatti. Ascoltarli significa
abbandonare la mappa e seguire una rotta che non è mai
uguale a sé stessa, un percorso dove tempo e respiro si
dilatano, dove la pesantezza del black e del doom si mescola
alla vastità dell’ambient come se si stesse attraversando una
terra sconosciuta. SEDNA invita a camminare dentro il proprio
buio, ma anche a guardare l’orizzonte: un viaggio interiore, fisico
e cosmico insieme, in cui ogni album è una tappa e ogni brano
una nuova frontiera da oltrepassare.
I SEDNA nascono a Cesena nel 2009, quasi per caso, quasi per
destino: un incontro di incroci, di amicizie e di visioni che
cominciano a convergere. Fu Cristian, della Drown Within
Records, a fare da bussola: grazie a lui Elyza e Mattia riuscirono
a trovare i musicisti necessari per dare forma a un progetto che,
all’epoca, doveva essere semplicemente una band black metal.Il
nome "Sedna" nasce da un momento del tutto casuale, quasi
domestico, ma destinato a diventare simbolico per l’identità
della band. Mattia ed Elyza, infatti, si ritrovarono una sera a
guardare un documentario su Discovery Channel dedicato ai
pianeti extrasolari. Tra tutti, uno catturò immediatamente la
loro attenzione: Sedna.
A colpirli fu innanzitutto la sua orbita anomala. Sedna si muove
in un percorso lungo e misterioso, che lo porta a viaggiare
prima e dopo Plutone, come un corpo celeste fuori posto,
un’entità sospesa ai margini del sistema solare. Un’anomalia.
Qualcosa che non dovrebbe esistere e che tuttavia esiste, solo e
remoto, ma incredibilmente vivo.
Una metafora perfetta per la musica che i due stavano iniziando
a immaginare: ai confini, fuori dalle regole, lontano dalle forme
canoniche del black metal tradizionale.
Il secondo elemento che li colpì fu la superficie del pianeta.
Sedna è rosso, gelido, avvolto da un freddo cosmico che sembra
congelare la luce stessa. Eppure, quel rosso profondo e quasi
caldo rappresentava esattamente il contrasto emotivo del
sound che volevano creare:
un suono caldo e avvolgente, ma allo stesso tempo freddo,
distante e remoto.
Un dualismo perfetto, una sintesi esatta tra ciò che provavano e
ciò che volevano trasmettere.
Così nacque il nome SEDNA: un pianeta anomalo, isolato e
misterioso, che racchiude in sé lo stesso equilibrio fragile e
potente che la band avrebbe portato dentro la sua musica.
Inizialmente in quattro, il viaggio dei SEDNA cambiò direzione
nel 2012, quando l’uscita di Eric portò Nil a raccogliere la
chitarra e il microfono, trasformando quell'assenza in una
nuova partenza.
Prima ancora del debutto ufficiale, nel 2011 arrivò la demo "O",
un primo segnale sulla mappa, una coordinata ruvida che
anticipava la rotta. Poi, nel 2014, il tragitto trovò finalmente la
sua forma definitiva: la Drown Within Records e la Unquiet
Records pubblicarono "Sedna", l’album omonimo che segnò
l’inizio reale del loro cammino nel post-black metal. Un percorso
che da allora continua ad espandersi, tra oscurità, introspezione
e orizzonti sempre più vasti.
Con il cambio di chitarrista, i SEDNA hanno attraversato una
trasformazione radicale: il sound iniziale, fortemente legato al
black metal di scuola svedese, ha lasciato spazio a una direzione
più moderna, dove influenze post-black si intrecciano in modo
naturale al loro linguaggio espressivo. Da questa metamorfosi è
nato "Sedna", un lavoro che unisce black metal, sludge, doom e
post-metal, arricchito da sezioni drone e ambient pensate per
amplificare l’atmosfera e rendere il disco un organismo vivo,
compatto, respirante.
Anni prima della sua realizzazione, la band si era trovata in un
momento critico: senza un chitarrista, con poche idee e nessuna
certezza sul futuro. È proprio da quel punto di collasso che
nasce la loro rinascita. SEDNA è diventato il simbolo di un nuovo
inizio, un punto zero. I membri della band lo percepiscono come
un dono di una divinità, quasi un messaggio che li invita a
continuare, a crederci. Il concept del disco li vede infatti come
figli di una divinità: "Sedna", nella cultura inuit, è la dea del
mare, una figura assimilabile alla controparte femminile di
Poseidone. Ma allo stesso tempo si vedono come figli di un
pianeta, "Sedna" è anche il nome di un corpo celeste ai margini
del sistema solare, diventando così creature nate dalla fusione
tra mito e cosmo.
Le tre tracce che compongono il cuore narrativo dell’album
seguono questo percorso. “Sons of the Ocean” rappresenta la
loro rinascita da una nuova madre, una rigenerazione spirituale
e identitaria. “Sons of Isolation” racconta la solitudine necessaria
per ricostruirsi, per dare forma a una nuova essenza. “Sons of
the Ancients” segna invece l’ultimo stadio dell’evoluzione: la
presa di coscienza, la consapevolezza di essere finalmente
qualcosa di forte, qualcosa di vivo.
Nel 2016 i SEDNA pubblicano "Eterno", un lavoro che segna una
svolta nella loro identità artistica. L’album, costruito su strutture
ampie, dilatate e contemplative, si muove tra brani lunghi e
passaggi quasi sospesi, come se la musica stessa respirasse
lentamente. Il titolo, “Eterno”, richiama i temi che attraversano
l’intera opera: il vuoto, la caducità, l’idea di un infinito che
osserva l’uomo da una distanza irraggiungibile. È un disco che
vibra di quiete cosmica e introspezione, coerente con
l’atmosfera rarefatta che ormai caratterizza il gruppo.
Nel 2019 arriva il loro terzo album, "The Man Behind the Sun",
un monolite di 33 minuti in un’unica traccia. Qui la band
costruisce un viaggio mitologico ed esistenziale: un percorso
che parla di rinascita, elevazione e verità ancestrali, come un rito
sciamanico che attraversa il buio per trovare la luce. La
composizione si muove con una dinamica ascendente,
intrecciando doom, post-metal, black metal e lunghe sezioni
ambient, dando vita a un crescendo mistico e spirituale che è
diventato uno dei punti più alti della loro produzione.
Nel 2022 i SEDNA tornano con l’EP "Last Sun", due tracce che
fungono quasi da ponte verso la loro fase successiva: un lavoro
più raccolto ma denso, dove la band continua ad esplorare la
dimensione cosmica e metafisica che li ha accompagnati fino a
quel momento.
Il 21 novembre 2025 vedrà la luce "Sila Nuna", in uscita per
Dusktone Records. Il titolo deriva da un’espressione della lingua
inuit che significa “cielo e terra”, e rappresenta una nuova
direzione per la band. Per la prima volta, i SEDNA si allontanano
dai temi astronomici e mitologici dei quattro album precedenti
per immergersi nella mitologia inuit, ritrovando in essa lo stesso
senso di mistero, sacralità e ancestrale potere narrativo che ha
sempre permeato la loro musica.
I SEDNA sono un viaggio che non smette di mutare forma: un
cammino iniziato ai margini del cosmo e ora approdato alle
terre gelide della mitologia inuit. Ma il percorso non si chiude
qui. Come il pianeta da cui portano il nome, la loro orbita
continuerà a curvarsi, a sfuggire alle regole, a cercare nuove
direzioni. Ogni album è stata una tappa, un varco, una rinascita.
E mentre "Sila Nuna" si prepara ad aprire un nuovo sentiero,
una cosa resta certa: i SEDNA non camminano verso una
destinazione, ma verso un orizzonte. E un orizzonte non si
raggiunge mai.
ALESSIA BUCCINO