Independent webzine since 2006

Extreme music without compromise

Share:

Non si entra nel mondo dei PATRISTIC senza prima

compiere un passaggio.
Il loro non è un viaggio da intraprendere con leggerezza, ma una processione sonora, un cammino scandito da dogmi infranti e rovine spirituali. Con "Catechesis" (Willowtip Records, 2025), la band apre un varco nel tempo e invita l’ascoltatore a oltrepassarlo: non per trovare redenzione, ma per attraversare le fondamenta ideologiche su cui è stato edificato un intero sistema di fede e potere. Ogni brano è una stazione del rito, ogni riff un passo più profondo nella materia oscura della dottrina, dove il blackened death metal diventa linguaggio liturgico e strumento di interrogazione. In questo pellegrinaggio rovesciato, PATRISTIC guida l’ascoltatore lungo un itinerario colto e implacabile, in cui la musica non accompagna il viaggio: lo consacra.
Il viaggio di PATRISTIC comincia molto prima che il nome venga pronunciato.
Alla fine del 2018, Enrico Schettino inizia a scrivere musica senza sapere ancora che quelle composizioni sarebbero diventate un’entità autonoma, un corpo distinto. Erano idee in cammino, frammenti di una visione non ancora consacrata. Poi, nel 2020, il mondo si arresta. Il silenzio imposto diventa spazio di osservazione: Schettino può finalmente guardare a fondo ciò che ha scritto, riconoscerne il peso e fidarsi abbastanza da compiere il primo atto di fede — dichiarare la nascita di un nuovo progetto.
Con l’aiuto di Jacopo dei BEDSORE, che presta la voce e contribuisce a dare forma all’identità iniziale, prende vita l’EP Apologetica: il primo testo sacro, la prima tappa del cammino. Ma il percorso non è lineare. Gli impegni di Jacopo, diviso tra la sua band e il lavoro, rendono inevitabile una separazione. PATRISTIC resta in sospensione, in attesa di una nuova incarnazione.
È quasi per caso, nel 2023, che l’incontro con Sathrath segna una svolta decisiva. Da quel momento, PATRISTIC smette di essere solo un progetto e assume una vera identità, una forma riconoscibile. Per la prima volta, l’idea di una formazione stabile diventa reale, e alcune intuizioni musicali rimaste in ombra trovano finalmente spazio per trasformarsi in nuovi brani. Da questo processo di sedimentazione nasce "Catechesis".
Il nome e il concetto della band derivano da "Patristics", lo studio dei primi scrittori cristiani designati come Padri della Chiesa, figure che plasmarono il pensiero teologico e morale tra la fine dei tempi apostolici e il Concilio di Calcedonia nel 451 d.C., o fino al Secondo Concilio di Nicea nel 787. Come quei primi scrittori tracciavano le linee della fede, "Patristic" traccia i confini di un percorso musicale e filosofico che è insieme esplorazione e rito: un viaggio attraverso dogmi, contraddizioni e verità nascoste, dove la musica diventa linguaggio sacro e strumento di conoscenza.
Il cammino si completa con un ultimo incontro, avvenuto condividendo il palco in Germania: Schettino con HIDEOUS DIVINITY, L.S. con LIBER NVLL. La forza e la peculiarità del suo stile vocale lasciano un segno immediato. L’invito a partecipare al nuovo album diventa inevitabile. Il tempo necessario per arrivare fin qui è stato lungo, quasi estenuante ma come ogni rito che richiede preparazione, l’attesa era parte del processo. Ora il cerchio è chiuso.
Nel 2025 si compie una tappa fondamentale del cammino di PATRISTIC: la pubblicazione di "Catechesis" sotto l’egida di Willowtip Records. La sua creazione è stata un rito ossessivo e infinito, un ciclo di riscritture e riascolti in cui ogni passaggio musicale cercava un flusso cinematografico che intrecciasse black metal, death metal e blackened death. Ma il viaggio non è lineare: quando il flow sembra raggiunto, l’arrivo delle voci lo sconvolge, lo trasforma, lo mette alla prova — fino al momento in cui Schettino sente di camminare sul filo sottile che separa la forma dalla verità originaria dell’opera.
La copertina dell’album, creata da Manuel Scapinello, diventa anch’essa parte del rito: l’artista trasforma in bassorilievo la Tauroctonia, immagine centrale del culto mitraico, antico embrione di ciò che diventerà la spiritualità cristiana. Un simbolo perfetto per il respiro mitologico e rituale che l’album cerca di evocare: un ponte visivo tra epoche, tra mito e fede, tra musica e memoria collettiva.
I testi sono incisi come invocazioni, sospesi tra resistenza pagana e anatemi cristiani. Possono essere letti come riflessioni storiche, come meditazioni filosofiche su secoli di rarefazione, un’epoca in cui spazio e tempo nella civiltà occidentale sembravano allungarsi, distendersi e frammentarsi a caso. Ogni brano diventa così una stazione del pellegrinaggio sonoro, un passo ulteriore nel percorso di una band che non compone solo musica, ma un vero e proprio rito di esplorazione e conoscenza.

                                                                                                                   Alessia Buccino

Share: