C'è chi fonda una band
per conquistare il mondo e chi decide di farlo partendo dalla cucina. I Gourmetal appartengono decisamente alla seconda categoria, anche se, a giudicare dalle premesse, non sembrano intenzionati a lasciare molto spazio ai nemici. Del resto, quando si tratta di difendere il proprio regno, ogni mezzo è lecito. Soprattutto se tra le armi a disposizione ci sono mestoli, utensili da cucina e una conoscenza approfondita di ciò che serve per mettere qualcosa in tavola. Benvenuti a Gastronia, dove le battaglie si combattono con lo stomaco pieno e la pace, quando arriva, ha il profumo di un banchetto appena preparato.
La storia dei Gourmetal comincia nel 2024, da un'idea di Filippo Scrima e dal desiderio di portare nel mondo, possibilmente ben oltre i confini italiani, un'eccellenza della sua città: la Pizza Rossini, specialità di Pesaro che qui smette di essere soltanto un piatto tipico per diventare il centro di un'intera mitologia. Prima ancora di conquistare palchi e pubblico, c'è un regno da difendere, un sovrano da servire e una missione da compiere. I guerrieri-chef di Gastronia sono partiti per la guerra e sono tornati vittoriosi, ma non hanno perso tempo a contemplare le proprie imprese: la prima cosa da sistemare è stata la cucina, perché dopo ogni battaglia arriva il momento di preparare da mangiare e restituire gioia al regno. E se qualcuno si sta domandando come si possa affrontare un nemico armati di utensili da cucina, la risposta è semplice: con ciò che si ha a disposizione, soprattutto quando lo si sa usare bene.
Dietro questa premessa apparentemente folle c'è però qualcosa di più personale. Filippo non nasconde di essersi stancato, almeno in parte, della serietà che spesso accompagna un mondo musicale già abbastanza cupo di suo. Ama i giochi di parole, ama mangiare e ha trovato nei Gourmetal il modo di unire queste passioni in un progetto che non abbia paura di mostrarsi bizzarro, colorato e apertamente divertente. Gastronia diventa così una sorta di rifugio ideale, un posto in cui immaginare una vita migliore, governata dal cibo e dall'amore per il proprio regno. Anche il servizio al sovrano assume un significato che va oltre la messinscena: essere al servizio del re significa, nelle intenzioni di Filippo, imparare a essere al servizio degli altri. Sotto le armature, i costumi e le ricette impossibili, comincia a delinearsi una filosofia che ha poco a che fare con la conquista e molto con la condivisione.
Naturalmente, ogni regno che si rispetti ha bisogno di un simbolo attorno al quale riunire i propri sudditi. A Gastronia non poteva che essere la Pizza Rossini, elevata al rango di vera e propria religione. Non una semplice trovata comica, ma un motivo d'orgoglio legato alla città di provenienza del progetto, qualcosa da celebrare e difendere fino al sacrificio estremo. Dietro i nomi di Sir Mozzy, Mister Egg, Super Mayo e Tom Atos ci sono quattro musicisti che hanno deciso di mettere le proprie capacità al servizio di un progetto fuori dagli schemi. Filippo Scrima si divide tra chitarra e basso, Diego Molari si occupa della chitarra, Alberto Ambrogiani presta la voce a questo insolito regno e Filippo Berlini siede dietro la batteria. Quattro elementi diversi, ciascuno con il proprio ruolo, chiamati a contribuire alla stessa ricetta.
Filippo Scrima racconta di aver scelto persone capaci di comprendere fino in fondo ciò che voleva comunicare, musicisti ben preparati che non si sono tirati indietro davanti a un'idea tanto particolare. Perché entrare a Gastronia significa accettare di abbandonare certe convenzioni e lasciarsi coinvolgere da un immaginario in cui il metal incontra la fantasia, la cucina diventa una missione e la Pizza Rossini è molto più di una semplice specialità locale.
Del resto, se c'è una cosa che i Gourmetal sembrano avere ben chiara, è che nessun ingrediente deve prevalere sugli altri. Quando Filippo racconta che le discussioni per assegnare i diversi personaggi sono state poche, spiega anche il motivo: tutti fanno parte di un progetto comune e ognuno è fondamentale per raggiungere il risultato finale. Una ricetta non funziona se ogni ingrediente cerca di imporsi sugli altri. E, a quanto pare, nemmeno una band.
È qui che l'immaginario dei Gourmetal comincia a rivelare la propria natura. I nomi improbabili, l'estetica da guerrieri-chef e la combinazione di metal, fantasy e gastronomia potrebbero far pensare a una parodia costruita per strappare qualche risata. Ma fermarsi alla superficie significherebbe perdersi una parte importante del discorso. Filippo considera la comicità un mezzo attraverso cui far arrivare la vera essenza del progetto, un modo per far sognare, incuriosire e sorridere anche chi guarda il metal da lontano, magari perché condizionato dagli stereotipi che lo accompagnano. I Gourmetal sanno di muoversi anche nel territorio del cosplay e non cercano di nascondere la natura bizzarra della loro creatura. Al contrario, la rivendicano. In un mondo che spesso sembra richiedere serietà a ogni costo, la leggerezza diventa una scelta consapevole.
Questo non significa, naturalmente, che la musica sia un ingrediente secondario. Filippo ha voluto fin dall'inizio che i Gourmetal fossero un progetto tutt'altro che stupido, nonostante i temi e le trovate possano sembrare assurdi a un primo ascolto. I brani e i dischi vengono costruiti attorno a concept che non parlano necessariamente di cibo in maniera diretta: è piuttosto l'universo di Gastronia a filtrare ogni cosa attraverso il proprio vocabolario gastronomico, trasformando le parole e i riferimenti culinari in parte integrante della narrazione. La fantasia non serve soltanto a dare una veste buffa alle canzoni, ma a creare un mondo nel quale possano esistere personaggi, luoghi, regole e avventure. E, a quanto pare, in questo mondo così particolare non ci sono donne in cucina. Anche questa è una delle stranezze che Filippo ha scelto di inserire nella costruzione del suo universo.
La differenza tra una ricetta improvvisata e una preparazione studiata sta spesso nella conoscenza degli ingredienti. Lo stesso vale per chi si mette a comporre musica. Filippo arriva ai Gourmetal dopo esperienze importanti in altri contesti: attualmente è bassista nei Draconicon, mentre ha concluso il proprio percorso con i Nightland dopo quindici anni di attività. Da quelle esperienze ha imparato molto, ma ha anche capito che il mondo della musica affrontato sempre attraverso una dimensione seria gli stava diventando stretto. Con i Gourmetal ha trovato uno spazio in cui sentirsi a proprio agio, una valvola di sfogo e una comfort zone nella quale riconoscersi senza dover rinunciare a ciò che ha imparato negli anni. Lo dice con una semplicità che, in fondo, spiega molto più di tante dichiarazioni d'intenti: qui si sente Filippo.
Forse è proprio questa libertà a permettere ai Gourmetal di tenere insieme elementi tanto diversi senza che il risultato si riduca a una gag. Nella cucina, come nella musica, gli ingredienti possono essere sempre gli stessi e dare vita ogni volta a qualcosa di differente. Filippo riconosce in questa possibilità una corrispondenza con il processo creativo: si parte da elementi conosciuti, li si combina in modo nuovo e si arriva a un risultato che non è mai del tutto identico al precedente. Anche nella vita quotidiana i componenti della band amano cucinare e sperimentare, con un'eccezione che Filippo si premura di segnalare: Tom Atos. Non è necessario essere chef professionisti per concedersi il piacere di giocare con il cibo, così come non bisogna rinunciare alla competenza musicale per divertirsi a indossare i panni di un cuoco epico.
E se il regno ha già una propria religione, non potevano mancare gli inni destinati a scandirne la vita. Hail To The Coo King è il momento in cui i piatti arrivano al sovrano: una scena che richiede rispetto, attenzione e una solennità quasi cerimoniale. Gourmetal, invece, appartiene alla cucina, al luogo in cui il divertimento è libero e spontaneo. Due anime differenti dello stesso mondo, due modi di interpretare Gastronia senza uscire dai confini della sua immaginazione. Anche il titolo Back To Kitchen assume un significato particolare all'interno di questa filosofia: non si tratta soltanto di una chiamata alle armi, ma di un invito a tornare al luogo da cui tutto prende forma. La regola fondamentale è essere pronti a servire chi ha fame e chi ha bisogno, preparando anche l'umore e la spensieratezza di chiunque voglia entrare in questo universo. Perché le battaglie, sì, vanno vinte, ma possibilmente senza presentarsi al combattimento a stomaco vuoto.
La costruzione di Gastronia, tuttavia, non si esaurisce nei brani già pubblicati o nei personaggi che il pubblico ha imparato a conoscere. Filippo racconta di aver impiegato due anni a elaborare idee e concept, lasciando correre l'immaginazione fino a mettere insieme quello che definisce, senza esitazioni, una sorta di bibbia del progetto. Il futuro immediato è già stato pensato, anche se non tutto può essere rivelato. Nuovi scenari e avventure contribuiranno ad allargare i confini del regno, seguendo un filo logico che per Filippo è essenziale: ogni elemento deve trovare il proprio posto, perché basta smontare una parte per rischiare di compromettere il valore dell'insieme. È anche per questo che, pur dichiarandosi aperto a ogni possibilità, desidera mantenere nelle proprie mani il massimo controllo creativo sui concetti che danno forma ai Gourmetal. Non si tratta semplicemente di difendere un'idea originale, ma di preservare la coerenza di un mondo che esiste già nella sua mente e che deve ancora essere raccontato in tutte le sue sfumature.
L'ambizione, fin dall'inizio, non si ferma ai confini italiani. Il progetto nasce con una prospettiva internazionale e anche per questo Filippo può contare sull'aiuto di Brendan Paolini, già suo compagno di esperienza nei Nightland, che continua a offrirgli un riferimento prezioso per l'inglese dei testi e per quelle accortezze linguistiche che possono fare la differenza. I giochi di parole, si sa, non attraversano sempre le lingue senza perdere qualche sfumatura, ma Gastronia non vuole essere una curiosità destinata soltanto al pubblico di casa. L'obiettivo è portare questo universo altrove, lasciando che la sua identità gastronomica e fantastica trovi spazio anche al di fuori del luogo in cui è nata.
Per ora, però, bisogna avere pazienza. I Gourmetal hanno deciso di non salire sul palco prima del 2027, concedendosi quella che hanno definito una cottura lenta. Lo spettacolo è in produzione e Filippo sa bene che costruire aspettative elevate comporta anche un rischio, ma non nasconde la voglia di mostrare finalmente ciò a cui sta lavorando. Non anticipa dettagli sulla scenografia o sugli elementi che completeranno la dimensione dal vivo, preferendo lasciare che siano le idee a maturare. Una cosa, però, è certa: i costumi e gli strumenti resteranno quelli che appartengono all'identità del progetto, mentre il risultato dovrà essere all'altezza di una promessa molto precisa. Chi assisterà a un concerto dei Gourmetal dovrà uscirne divertito, possibilmente con un sorriso che gli resti addosso anche dopo l'ultimo brano.
Del resto, Filippo sa che non tutti capiranno immediatamente cosa stia succedendo a Gastronia. Ci sono amici e colleghi musicisti che apprezzano il progetto, ma anche persone che si domandano, con maggiore o minore convinzione, che cosa stiano combinando. Non sembra preoccuparsene troppo. Ha scelto musicisti capaci di comprendere ciò che voleva comunicare e considera i Gourmetal il proprio spazio di libertà, senza sentire il bisogno di giustificare ogni decisione a chi non riesce a entrarci. Sotto la Pizza Rossini c'è una band, certo, ma c'è anche un mondo che non tutti conoscono ancora. E a chi non ha mai sentito parlare della specialità pesarese, Filippo riserva un rimprovero affettuoso: male, molto male.
La domanda, allora, è quanto lontano possa arrivare un regno nato dall'incontro tra metal, fantasia e cucina. Filippo immagina un futuro in cui Gastronia continui a crescere, attraversando scenari e avventure differenti, ma non esclude nemmeno che, tra dieci anni, possa non esistere più. Non è una previsione né una dichiarazione di resa: è un dubbio lasciato aperto, uno spoiler che non arriva e che, per il momento, deve rimanere tale. Ciò che conta è non perdere per strada gli ingredienti indispensabili alla ricetta originale, mantenendo intatto quel filo narrativo che tiene insieme ogni parte del progetto.
Quanto al nemico gastronomico che nessun abitante di Gastronia potrebbe perdonare, la risposta arriva senza esitazioni: l'ananas sulla pizza. Su questo punto, almeno, la band sembra pronta a combattere una guerra senza necessità di convocare il consiglio del regno. Per il resto, i gusti personali possono anche essere differenti. L'importante, ribadisce Filippo, è che si mangi, sempre. Una dichiarazione che potrebbe sembrare soltanto una battuta, ma che finisce per riassumere con efficacia lo spirito dei Gourmetal: condividere, divertirsi e trovare un terreno comune anche quando non si è d'accordo su tutto.
E se un giorno Gastronia dovesse trasformarsi in una leggenda, sopravvivendo ai suoi stessi creatori, Filippo vorrebbe che restasse il ricordo di una band capace di lasciare il segno portando nel mondo una spensieratezza musicale attraverso il cibo. Non soltanto una trovata curiosa nata in Italia, ma un capitolo riconoscibile di una storia musicale fuori dagli schemi, strana, folle e libera di non prendersi troppo sul serio. Perché dietro una Pizza Rossini elevata a oggetto sacro, un sovrano da servire e una brigata di guerrieri armati di mestoli, c'è anche il desiderio di dimostrare che la musica può essere un luogo in cui trovare sollievo, immaginazione e libertà.
Per il momento, dunque, le cucine di Gastronia restano aperte e i fornelli continuano a scaldarsi. Il prossimo banchetto non è ancora pronto per essere servito, ma il menù sembra già piuttosto ricco. Non resta che attendere la prossima portata, con una raccomandazione fondamentale: presentarsi affamati, lasciare fuori dalla porta la serietà non necessaria e, soprattutto, non azzardarsi a ordinare una pizza con l'ananas.
Alessia Buccino