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EGO DIVIDED - Vox Profana - BLACKZine.com

Ci sono band che nascono

per caso e altre che nascono per necessità. Nel 2017, quando la formazione si ritrova senza batterista e bassista ma con una bozza di album già pronta, il destino di EGO DIVIDED prende una direzione precisa. Non è più solo un’idea, non è più un progetto da laboratorio: diventa un impegno, una scelta di portare avanti ciò che era stato evocato. È il momento in cui il viaggio inizia davvero, quando la strada si materializza sotto i piedi.
La loro formazione avviene attraverso incastri, conoscenze pregresse, annunci e passaparola. Fin dall’inizio l’intenzione è chiara: muoversi dentro sonorità death metal, contaminate dalle diverse estrazioni dei componenti. Thrash, groove, prog si intrecciano nel tempo fino a convergere in una direzione più definita, oggi orientata verso un melodic death metal consapevole, stratificato, capace di fondere aggressività e melodia senza perdere tensione. Ogni membro porta un frammento del proprio passato musicale, non sempre legato al metal e spesso vissuto come esperienza non strutturata. Con EGO DIVIDED, invece, la dimensione cambia: il progetto diventa solido, ambizioso, costruito con una visione comune.
Il nome stesso suggerisce la frattura. EGO DIVIDED nasce da un concetto psicologico e filosofico legato al sé diviso, all’identità in conflitto, alla separazione dell’io dal resto dell’esistenza. Non è solo un’etichetta, ma una dichiarazione di intenti. L’immagine di questa frattura trova una rappresentazione concreta nella copertina di "Reflections", dove il tormento interiore diventa simbolo visivo di un dialogo costante tra parti opposte. È un’idea che attraversa testi e musica, trasformando il conflitto in materia creativa.
Le influenze affondano nella tradizione del death metal, con riferimenti a realtà che hanno definito il genere come Death, At The Gates, Carcass, In Flames, Dark Tranquillity e Atheist. Da queste radici nasce un linguaggio condiviso, ma non imitativo. La scrittura dei brani parte quasi sempre da una struttura musicale di base, un’architettura sonora su cui vengono innestati testi e melodie. È un processo che unisce impulso e costruzione, istinto e analisi. Le canzoni nascono da un atto catartico, un’esigenza espressiva immediata, che successivamente viene raffinata attraverso una fase più razionale per rendere la composizione coerente e strutturata.
Nel loro percorso emerge una tensione naturale tra controllo e abbandono. Con il tempo, soprattutto dopo il primo album, questa tensione si trasforma in consapevolezza. La maturità compositiva permette di dare forma a un suono più compatto, meno dispersivo, più diretto. L’evoluzione è sia spontanea sia frutto di una scelta precisa: forgiare un’identità sonora definita, capace di distinguersi e di mantenere al centro la furia del death metal pur integrando colori diversi.
I temi affrontati nei testi attraversano identità, alienazione e conflitti interiori. Non sono racconti isolati, ma riflessioni che toccano dimensioni intergenerazionali. La malinconia che permea le composizioni è insieme autobiografica ed esistenziale, specchio di vissuti individuali e collettivi. In questo percorso anche il silenzio assume un ruolo fondamentale. Non è semplice assenza, ma spazio necessario tra le note, elemento che permette all’ascoltatore di entrare nella musica e lasciarsi avvolgere dal suo respiro.
Tra i brani, Infinity rappresenta il cuore del progetto, un punto di connessione tra il primo lavoro e la direzione attuale. Un altro momento decisivo arriva con "Totally Blind", singolo che segna una svolta nella consapevolezza della band, la presa di coscienza della propria capacità di proseguire nonostante gli ostacoli. Guardando al presente, il nuovo album in lavorazione appare come un capitolo più maturo, un lavoro focalizzato su un’impronta sonora ben definita. La volontà è quella di mantenere sperimentazione e intensità, integrando influenze diverse in un equilibrio che non tradisca l’essenza del progetto.
Anche l’aspetto visivo segue lo stesso principio. I primi artwork sono stati realizzati direttamente dalla band, mentre quelli successivi sono stati affidati ad un’artista locale, in dialogo costante con i testi e con le emozioni che la musica evocava. Prima nasce il suono, poi l’immagine che lo rappresenta. Tuttavia, ogni elemento del progetto contribuisce al messaggio complessivo, perché nulla viene lasciato al caso. Musica, estetica e narrazione sono parti dello stesso organismo.
Il futuro si configura come un’espansione geografica e simbolica. L’obiettivo è portare la musica live oltre la Sicilia, attraversare nuovi palchi e contesti, con lo sguardo rivolto a festival e realtà di rilievo internazionale. Ma più dei nomi, più delle mete simboliche, conta la volontà di suonare ogni volta che se ne presenti l’occasione, mantenendo viva la spinta originaria.
Il viaggio di EGO DIVIDED non è lineare. È un percorso di trasformazione continua, un attraversamento dell’io e delle sue contraddizioni, dove la frattura diventa identità e la tensione si traduce in energia creativa. In questo cammino, la musica non è solo espressione: è esplorazione. E ogni brano rappresenta una tappa di un viaggio occulto che non cerca risposte definitive, ma nuove soglie da oltrepassare.

 

Alessia Buccino

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