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Extreme music without compromise

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CROSSLANE - Vox Profana - BLACKZine.com

Esistono pagine

che non vengono scritte con l'inchiostro.
Vengono tracciate con il tempo, con le cicatrici, con le parole che non trovano posto nelle conversazioni quotidiane e che finiscono per cercare rifugio altrove. Tra le pagine ideali del grimorio della musica, ogni progetto rappresenta una diversa opera alchemica: una trasformazione in cui esperienze, incontri e frammenti di vita vengono fusi insieme fino a generare qualcosa di nuovo.
La pagina che oggi apriamo porta il nome di CROSSLANE.
Nati durante il periodo sospeso della pandemia, i CROSSLANE prendono forma dall'esigenza di Alessandro e Stefano di dare una voce ai propri stati d'animo. In un momento in cui il mondo sembrava essersi fermato, il tempo improvvisamente disponibile si trasformò in materia prima creativa. Quello che inizialmente era uno spazio per elaborare emozioni e pensieri divenne presto qualcosa di più concreto.
Anche il nome della band custodisce una parte della loro storia.
CROSSLANE, letteralmente "incrocio di corsie", rappresenta i luoghi d'incontro che hanno accompagnato la loro adolescenza, i punti in cui amicizia, musica e vita quotidiana si sono intrecciate fino a diventare inseparabili. Prima ancora di essere una band, erano amici. Prima ancora di condividere un palco, avevano condiviso anni di esperienze e altri progetti musicali.

"Solo suonando da tempo insieme avremmo saputo che avrebbe funzionato."

Come ogni processo alchemico, anche quello dei CROSSLANE parte da elementi differenti. Le influenze spaziano da A Day To Remember, Underoath e Bring Me The Horizon fino a Saosin, Comeback Kid e realtà italiane come Linea 77 e Dufresne. Tuttavia, ciò che emerge non è una semplice somma di riferimenti, ma una sintesi personale che nel tempo ha mantenuto una sorprendente coerenza.
Fin dall'inizio, infatti, la band si è posta un obiettivo semplice ma fondamentale: suonare per sé stessa e per l'amore verso la musica.

"Ci siamo ripromessi di farlo per noi stessi e per l'amore di quello che suoniamo."

La loro storia dimostra come la crescita artistica raramente segua una linea retta.
Nel corso degli anni la formazione ha attraversato cambiamenti importanti. Il nucleo creativo composto da Alessandro, Stefano e Luca è sempre rimasto saldo, mentre diversi batteristi si sono alternati fino all'arrivo di Matteo. Parallelamente, l'uscita di uno dei membri storici al basso sembrava aver aperto una fase di incertezza.
Fu proprio in quel momento che accadde qualcosa di inaspettato.
Quella che appariva come una crisi si trasformò nell'elemento che avrebbe ridefinito la band. Matteo e Riccardo non portarono soltanto nuove competenze musicali, ma contribuirono a consolidare un'identità che fino a quel momento era ancora in evoluzione.

"Quando siamo rimasti senza basso e senza batteria ci siamo guardati in faccia e abbiamo pensato di essere fottuti. In realtà da lì è partita la magia."

Se esiste una parola capace di descrivere il cuore dei CROSSLANE, probabilmente è condivisione.
Le loro canzoni nascono da esperienze reali, vissute senza filtri e senza maschere. Ogni testo affonda le proprie radici in emozioni autentiche, spesso difficili da affrontare ma impossibili da ignorare.
La prima canzone scritta e registrata dalla band, "EGO", rappresenta perfettamente questa filosofia. Un brano che parla di libertà individuale, della capacità di allontanarsi da relazioni tossiche e della necessità di imparare a mettere sé stessi al primo posto.

"Tutto reale. Tutto. Nel bene e nel male tutto viene da dentro."

Negli anni il gruppo ha scelto di abbandonare gradualmente la lingua inglese per esprimersi in italiano. Una decisione che non nasce da una strategia commerciale, ma dal desiderio di instaurare un rapporto più diretto con chi ascolta.
Brani come "Buio" hanno dimostrato la forza di questa scelta. La risposta del pubblico e la successiva diffusione radiofonica hanno confermato che quella direzione era quella giusta.
Eppure i CROSSLANE continuano a vivere in una sorta di terra di confine.
Non si sentono completamente parte della scena metal, né di quella hardcore o core. Esistono in un limbo creativo che, invece di rappresentare un limite, sembra essere diventato uno dei loro punti di forza.

"Non ci sentiamo di appartenere alla scena prettamente core o metal. Ci sentiamo in un limbo perpetuo."

Tra le esperienze che più hanno segnato il loro percorso, il live al Moshpit Garden di Roma occupa un posto speciale. È stato il momento in cui la band ha compreso che la propria musica riusciva a raggiungere persone ben oltre il contesto locale, creando connessioni autentiche con chi si riconosceva nelle emozioni raccontate nei brani.
Forse la testimonianza più significativa di questo legame arriva da un fan che ha scelto di tatuarsi simboli e riferimenti legati alle loro canzoni. Un gesto che racconta meglio di qualsiasi statistica il valore che la musica può assumere nella vita delle persone.
Ma al centro dell'opera dei CROSSLANE non c'è soltanto la musica.
C'è un messaggio.
Un invito a riconoscere la propria fragilità senza vergogna, ad accettare il dolore come parte inevitabile dell'esistenza e a comprendere che nessuno affronta da solo le proprie battaglie.

"Devono sapere che non sono soli."

È forse questo il vero sigillo che chiude la pagina dedicata ai CROSSLANE.
La consapevolezza che luce e oscurità, forza e vulnerabilità, speranza e sofferenza non siano elementi opposti, ma parti della stessa esperienza umana. Un equilibrio fragile e necessario che la band continua a trasformare in musica, rimanendo fedele a ciò che era all'inizio: un gruppo di amici che ha trovato nel caos creativo un modo per dare forma alle proprie emozioni.
E che, oggi come allora, continua a condividere quella trasformazione con chiunque sia disposto ad ascoltare.

 

Alessia Buccino

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