Ci sono luoghi
che non possono essere raggiunti seguendo una strada, luoghi che non compaiono sulle mappe e che non hanno coordinate precise. Esistono dentro di noi, nascosti sotto paure, condizionamenti e tutto ciò che, con il tempo, impariamo a considerare inevitabile. Eonia è uno di questi luoghi: uno spazio interiore di libertà e armonia, un mondo ideale che gli EONIA RISE hanno trasformato in musica e al quale hanno dato un nome.
Il viaggio della band comincia nel 2020, in piena pandemia, quando il mondo si trova improvvisamente sospeso e il tempo assume una dimensione diversa. Quello che per molti rappresenta un periodo di immobilità diventa per Isabel e Andrea l'occasione per dare forma concreta a idee musicali rimaste fino a quel momento in attesa. Nasce così il progetto EONIA RISE e, poco dopo, il primo album autoprodotto, *Rise From The Light Blast*, undici tracce di Power Metal Fantasy che costituiscono il primo capitolo di un universo destinato a svilupparsi attraverso musica, immaginario e narrazione.
Ma dietro il nome Eonia non si nasconde semplicemente un mondo fantastico. Eonia rappresenta una rinascita interiore, la possibilità di liberarsi dalle catene imposte dalla società e dalle paure personali per tornare a seguire quella strada che conduce verso ciò che realmente desideriamo. È quel luogo perfetto che, secondo la band, vive nel cuore di ognuno di noi e che può essere riportato alla luce quando troviamo il coraggio di lasciare andare ciò che ci opprime. La rinascita diventa quindi il filo che attraversa l'intero progetto, non come semplice tema narrativo, ma come una vera dichiarazione d'intenti.
Musicalmente, il Power Metal rimane il centro gravitazionale degli EONIA RISE, ma intorno ad esso orbitano influenze Heavy e Thrash Metal che emergono soprattutto nella costruzione dei riff e nella componente più aggressiva del sound. A completare il quadro intervengono orchestrazioni e synth, fondamentali per creare quel contrasto tra la potenza delle chitarre, del basso e della batteria e le atmosfere più maestose, eteree e mistiche delle melodie vocali. È proprio nell'incontro tra questi elementi che la band costruisce la propria dimensione sonora, cercando un equilibrio nel quale energia e melodia possano convivere senza che una finisca per soffocare l'altra.
Questa ricerca trova una rappresentazione particolarmente efficace in *Eden is Alive*, il secondo album, già evocato dalla sua stessa copertina attraverso l'immagine di un giardino dell'Eden. Non si tratta però di un paradiso statico e irraggiungibile. È un luogo vivo, nel quale energia e tranquillità esistono in equilibrio e dove la musica diventa il mezzo attraverso cui immaginare una realtà diversa. I riff possono essere taglienti e potenti, mentre le linee vocali, i synth e le orchestrazioni aprono improvvisamente spazi più ampi, quasi cinematografici, nei quali l'ascoltatore può perdersi.
Per gli EONIA RISE, infatti, ascoltare musica significa anche viaggiare. Ogni brano dovrebbe essere capace di evocare immagini, sensazioni e scenari nella mente di chi ascolta, trasformando un album in un percorso attraverso magia, epicità e misticismo. Il fantasy e la mitologia, elementi profondamente legati alla tradizione del Power Metal, diventano così parte integrante di questo viaggio, non soltanto attraverso i testi ma anche attraverso le copertine, l'estetica e la dimensione live.
La componente narrativa riveste un ruolo altrettanto importante. I dischi della band sono concepiti come concept e musica e racconto devono procedere insieme, in un rapporto quasi perfettamente equilibrato. L'energia e la melodia rappresentano il primo contatto con l'ascoltatore, ciò che arriva immediatamente, mentre la narrazione completa successivamente il significato dell'opera. È una costruzione che parte, curiosamente, proprio dalla voce: i brani nascono dalla linea vocale, che contiene già le parole del testo, e attorno ad essa viene successivamente costruita tutta la parte strumentale. La musica viene quindi modellata sulla storia fin dall'origine, anziché limitarsi ad accompagnarla.
A volte il processo creativo può assumere anche una direzione opposta. Un riff o una melodia possono evocare un'immagine precisa, oppure un'immagine già presente nella mente può diventare il punto di partenza per una nuova composizione. In entrambi i casi, musica e immaginazione finiscono per alimentarsi a vicenda, come due sentieri che si incontrano nel cuore dello stesso paesaggio.
Naturalmente, ogni viaggio musicale porta con sé delle influenze. Nel caso degli EONIA RISE, anni di ascolti hanno lasciato tracce importanti, con nomi come Stratovarius, Helloween, Gamma Ray, HammerFall e Rhapsody tra i riferimenti più significativi. Costruire una propria identità, però, significa anche accettare che nessun artista possa davvero partire da una tabula rasa. Tutto ciò che ascoltiamo entra inevitabilmente nel nostro modo di percepire e creare musica. La differenza sta nel modo in cui quelle influenze vengono rielaborate. Gli EONIA RISE scelgono di non imporsi vincoli particolari e di seguire semplicemente le idee che prendono forma, cercando di imprimere loro una propria sensibilità.
Anche la sperimentazione viene affrontata con questo spirito. Può essere un'arma a doppio taglio, soprattutto quando il desiderio di esplorare nuovi territori rischia di allontanare un progetto dalla propria identità. Per questo la band preferisce cercare nuovi orizzonti mantenendo comunque una coerenza con il genere che rappresenta. È una ricerca che non punta alla trasformazione fine a se stessa, ma alla possibilità di ampliare il proprio linguaggio senza perdere la direzione.
Tra i brani che meglio racchiudono l'essenza degli EONIA RISE viene indicato *Foresight*, scelto come primo singolo del secondo album. Al suo interno convivono gli elementi che definiscono il loro universo: riff potenti, orchestrazioni epiche e una tematica ancora una volta legata alla rinascita. È un brano che può essere letto quasi come una sintesi del percorso intrapreso dalla band, un punto nel quale la componente musicale e quella concettuale si incontrano con particolare chiarezza.
E poi c'è il palco, il luogo nel quale tutta questa energia trova una dimensione fisica. Se l'ascolto domestico permette di entrare gradualmente nell'universo della band, il live deve aggiungere qualcosa che non può essere completamente catturato da uno stereo o da un paio di cuffie. L'energia diventa quindi fondamentale. La musica degli EONIA RISE nasce per essere ascoltata, ma anche per essere vissuta, e sul palco quella componente deve raggiungere il pubblico con una forza ancora maggiore.
Forse non è un caso che, dovendo associare il loro sound a un elemento naturale, la prima risposta sia il fuoco. La velocità, i riff aggressivi e la potenza appartengono immediatamente a questa dimensione. Ma il fuoco, da solo, non sarebbe sufficiente a raccontare gli EONIA RISE. Arrivano così l'acqua, con la sua capacità di donare rotondità; l'aria, attraverso la leggerezza e gli elementi eterei; e infine la terra, richiamata anche attraverso suoni ispirati alla natura. Quattro elementi differenti che non si annullano, ma contribuiscono insieme a creare un equilibrio.
Ed è forse proprio l'equilibrio la parola che meglio accompagna il viaggio degli EONIA RISE. Potenza e melodia, aggressività e armonia, realtà e fantasia, energia e tranquillità. Contrasti che non vengono risolti eliminando una delle due parti, ma lasciandole convivere.
Alla fine, il percorso torna inevitabilmente al significato originario di Eonia. Ascendere verso una condizione di vita migliore, trovare la libertà di essere se stessi, inseguire i propri sogni senza permettere al giudizio esterno o alle logiche del mercato di decidere cosa debba essere creato. È un'idea che la band estende anche al concetto stesso di arte: creare perché si ha qualcosa da dire, seguire ciò che appassiona e lasciare che siano il tempo, la dedizione e la sincerità a determinare dove quella strada potrà condurre.
Per il futuro non esiste una rotta già tracciata. Gli EONIA RISE non hanno scelto una destinazione definitiva, né sentono la necessità di farlo. Continueranno a trasformare le proprie idee in musica, a costruire nuovi brani, a immaginare nuovi mondi e a portarli sui palchi ogni volta che sarà possibile. Il viaggio, in fondo, è ancora aperto.
E forse Eonia non è nemmeno un luogo da raggiungere.
È la luce che si trova quando, finalmente, smettiamo di avere paura di cercarla.
ALESSIA BUCCINO