Ci sono trasformazioni che
non cominciano nel momento in cui decidiamo di cambiare, ma molto prima, quando qualcosa dentro di noi continua a muoversi silenziosamente, anche se non siamo ancora pronti a riconoscerne la direzione. A volte un progetto rimane sospeso per anni, le sue prime forme vengono abbandonate e ciò che sembrava destinato a diventare qualcosa finisce per appartenere a un passato lontano. Eppure, non tutto ciò che viene lasciato indietro smette davvero di esistere. Alcune idee attendono, altre si trasformano insieme alle persone che le hanno generate, finché arriva il momento in cui possono finalmente trovare una forma diversa. Quando Aethernum torna a esistere, non lo fa per riprendere semplicemente un discorso interrotto. Lo fa attraverso nuove composizioni, nuove sensibilità e un'identità che non cerca di rimanere fedele a ciò che era stata, ma di esprimere ciò che è diventata. Pubblicato nell'ottobre del 2025, *Chaosborne* rappresenta il punto in cui questo processo prende forma, portando con sé una storia molto più lunga di quella suggerita dalla sua data di uscita.
Per comprendere davvero la nascita del disco bisogna tornare indietro nel tempo, a quando Aethernum era ancora un progetto concepito da Veirg e Augusto, conosciuto come Hostis, entrambi legati anche a esperienze come Satvrnia Tellvs e Nova Lux. L'idea originaria era quella di ripercorrere il sentiero delle sonorità svedesi che entrambi amavano in quegli anni, dando vita a un progetto che nascesse da una passione condivisa e da un preciso riferimento musicale. Era un periodo lontano, precedente a molti dei progetti che avrebbero attraversato le loro vite artistiche, eppure proprio lì si trovano le prime radici di ciò che sarebbe diventato Aethernum.
Quella prima incarnazione, tuttavia, non arrivò a svilupparsi come previsto. Il progetto venne accantonato e le composizioni realizzate in quella fase furono lasciate indietro. Il materiale rimase legato a un momento ormai trascorso, senza diventare la base sulla quale costruire il futuro della band. Gli anni passarono, portando con sé altre esperienze, altre direzioni e altri modi di vivere la musica. Per Veirg, uno dei periodi più significativi fu quello trascorso all'interno del DSBM, una scena della quale ebbe modo di conoscere direttamente le dinamiche e l'universo emotivo.
Dopo tanti anni immerso in quelle sonorità, arrivò però il desiderio di cambiare la propria espressione musicale. Non necessariamente di cancellare ciò che aveva fatto, ma di trovare un linguaggio diverso, capace di accogliere esigenze che nel frattempo erano cambiate. La chiusura dei progetti Astray e Xvarhnah coincise con un momento particolarmente favorevole per investire energie mentali e creative in una nuova direzione. Riprendere Aethernum significava tornare a un nome che apparteneva già alla propria storia, ma farlo da una prospettiva completamente diversa.
Quando Veirg decise di rimettere in moto il progetto insieme ad Azghâl e Hyàkrisht, la scelta fu quella di non recuperare il materiale scritto anni prima con Hostis. La formazione era cambiata e, con essa, erano cambiate le esperienze e le sensibilità dei musicisti coinvolti. Riutilizzare quelle composizioni avrebbe significato ripartire da un contesto che non corrispondeva più al presente. L'intenzione era invece quella di cominciare da ciò che avevano dentro in quel preciso momento, lasciando che fossero le loro esperienze attuali a determinare la direzione della musica.
È proprio qui che si trova una delle chiavi per comprendere *Chaosborne*. Sebbene il disco sia stato pubblicato nell'ottobre del 2025, la storia di Aethernum comincia molto prima. Non si tratta, però, di un'opera rimasta congelata nel tempo in attesa di essere completata. Le vecchie composizioni sono state lasciate alle spalle e il materiale che ascoltiamo appartiene a una nuova fase creativa, nata dall'incontro tra persone che hanno attraversato percorsi differenti. Il passato fornisce le radici, ma non impone la forma dei rami.
Anche il nome Aethernum sembra contenere questa tensione tra ciò che permane e ciò che supera i confini del presente. Nasce dall'unione di *aether* ed *eternum*: l'etere, inteso come una dimensione non palpabile, e l'eterno, ciò che oltrepassa la dimensione temporale. Per Veirg, il significato va però oltre la semplice combinazione di due termini. Aethernum rappresenta anche la possibilità di superare ciò che si è vissuto fino a quel momento, radere al suolo ciò che esisteva e cambiare direzione verso qualcosa di ignoto.
Non è un passaggio che richieda necessariamente di rinnegare le proprie origini. Al contrario, proprio la consapevolezza di ciò che è stato permette di riconoscere quando una forma espressiva non è più sufficiente a contenere tutto ciò che si desidera comunicare. Il cambiamento diventa allora una necessità, un modo per non rimanere imprigionati in un'identità che rischia di trasformarsi in un limite.
Musicalmente, questa volontà si traduce in un approccio privo di confini prestabiliti. Le influenze scandinave che avevano accompagnato la nascita originaria di Aethernum rimangono parte della sua storia, ma il percorso che conduce a *Chaosborne* non è stato pianificato per ricondurre il progetto a un genere preciso. Le composizioni sono nate in modo fluido, seguendo ciò che i musicisti sentivano di voler esprimere, senza l'obbligo di stabilire in anticipo quale dovesse essere il risultato finale.
Il melodic black metal costituisce un riferimento riconoscibile, ma non esaurisce la natura del disco. Il DSBM emerge soprattutto nella componente atmosferica che accomuna maggiormente Veirg e Hyàkrisht, mentre si avvertono anche influenze melodic death metal e passaggi che possono suggerire una sensibilità progressive. A questo si aggiunge una presenza significativa di parti soliste che si allontanano dai canoni più consueti del black metal, contribuendo a rendere le composizioni meno prevedibili.
Per Veirg, tuttavia, individuare una classificazione definitiva non è necessario. *Chaosborne* è nato dalla volontà di fare musica e di esprimersi attraverso gli strumenti, senza paraocchi e senza fronzoli. Non c'era un suono da raggiungere a tutti i costi, né un momento preciso nel quale dichiarare di aver trovato la formula definitiva per rappresentare Aethernum. Le composizioni dovevano svilupparsi liberamente, lasciando che le influenze emergessero attraverso il lavoro concreto, anziché essere selezionate in funzione di un'identità prestabilita.
Questa libertà non significa assenza di una direzione, ma disponibilità a lasciarla emergere attraverso il processo creativo. È una distinzione importante, perché permette alla musica di mantenere una propria coerenza senza essere costretta entro confini rigidi. Le diverse influenze non vengono accostate per dimostrare quanto il progetto sia distante da una definizione convenzionale, ma convivono perché appartengono naturalmente al modo in cui i musicisti hanno scelto di comporre.
In questo processo, il rapporto tra Veirg e Azghâl rappresenta uno degli elementi fondamentali. I due lavorano insieme da oltre dieci anni e hanno sviluppato un'intesa che permette loro di muoversi tra le composizioni con grande spontaneità. Eppure, la familiarità non ha cancellato le differenze che caratterizzano i rispettivi approcci. Veirg tende maggiormente verso l'atmosferico, mentre Azghâl possiede una sensibilità più dinamica, capace di introdurre una direzione diversa e di imprimere alle composizioni una spinta particolare.
Veirg riconosce apertamente quanto questo contrasto sia importante per Aethernum. I due provengono da scuole differenti e gli attriti compositivi fanno parte della loro collaborazione da molto tempo. La quantità di materiale scartato è probabilmente superiore a quella delle composizioni pubblicate, segno di un processo nel quale non tutte le idee devono necessariamente arrivare a compimento. La selezione, il confronto e la capacità di riconoscere ciò che non funziona sono parte integrante del lavoro, anche quando il rapporto tra i musicisti è ormai consolidato.
Il metodo seguito per *Chaosborne* rispecchia questa dinamica. Veirg e Azghâl partono da riff abbozzati, offrendo reciprocamente all'altro un punto dal quale sviluppare nuove possibilità. Le idee si modificano attraverso il contributo di entrambi, fino a trovare una forma nella quale le diverse intuizioni riescono a intrecciarsi. Dopo tanti anni di collaborazione, questo scambio è diventato spontaneo, quasi un linguaggio condiviso che permette alle composizioni di evolversi senza dover essere continuamente ricondotte a uno schema rigido.
Hyàkrisht ha avuto invece campo libero nello sviluppo della batteria e delle voci. Anche la sua sensibilità tende maggiormente verso l'atmosferico, creando un'affinità con Veirg, mentre Azghâl rappresenta il punto capace di imprimere al progetto una spinta differente. Le tre prospettive non vengono appiattite in un'unica direzione, ma contribuiscono a costruire un equilibrio nel quale ciascun musicista può esprimere la propria identità.
La libertà espressiva è infatti uno dei principi ai quali Veirg attribuisce maggiore importanza. Il confronto rimane necessario, così come lo sono le discussioni prima e dopo la registrazione e le modifiche che possono emergere durante il lavoro. Ma tutto questo non dovrebbe trasformarsi in un sistema di vincoli capace di impedire a un artista di esprimersi. Per Veirg, ogni musicista deve poter contribuire alla musica senza essere costretto entro una forma decisa in anticipo.
È anche attraverso questa apertura che *Chaosborne* si allontana dall'idea di un debutto convenzionale. Ufficialmente, il disco rappresenta il primo album di Aethernum, ma nessuno dei suoi membri arriva a questo punto senza un passato musicale. Ognuno porta con sé esperienze, progetti e anni di lavoro, e il risultato non può essere considerato semplicemente un inizio assoluto. È piuttosto una nuova occasione di espressione, una fase ulteriore all'interno di percorsi che continuano a evolversi.
Veirg descrive personalmente Aethernum come un ennesimo tentativo di espressione, qualcosa che si distacca profondamente da ciò che ha vissuto e suonato in precedenza. Tra le immagini che potrebbero rappresentare il disco, ne individua una particolarmente significativa: quella delle ali in musica, intese come libertà dalle catene. Non una fuga dal proprio passato, ma la possibilità di non esserne più completamente determinati.
Questa idea trova il proprio centro nel concetto di Chaos, una parola che nel contesto del disco assume un significato molto più articolato della semplice distruzione. Nella visione di Veirg, il Chaos non riporta il mondo al punto zero. Il suo intervento è più radicale: distrugge la linea temporale che collega Alfa e Omega, interrompendo la continuità di un ciclo che si ripete perpetuamente.
È un'immagine che sposta il significato della distruzione dal piano della fine a quello della trasformazione. Il Chaos non si limita a cancellare ciò che esiste, lasciando dietro di sé uno spazio vuoto destinato a essere riempito nuovamente. Agisce invece come una forza capace di spezzare il sistema stesso che determina la ripetizione. Nella concezione di Veirg, diventa una sorta di vaccino contro ciò che è impuro: non una forza che infetta il mondo, ma qualcosa che lo purifica da ciò che lo danneggia, distruggendo falsi credi e aprendo la possibilità di una dimensione nuova.
La purificazione, tuttavia, non appartiene soltanto a una riflessione filosofica. È strettamente legata anche al percorso personale di Veirg, al passaggio da anni trascorsi nel DSBM verso una diversa forma di espressione musicale. Per lui, scrivere e pubblicare *Chaosborne* è stato come una doccia fredda dopo un lungo periodo segnato da anni neri. Descrive questa trasformazione attraverso l'immagine di qualcuno che torna finalmente a respirare, che riesce a dare aria ai polmoni dopo tanto tempo trascorso in una condizione di soffocamento.
È una dichiarazione che restituisce alla musica una dimensione profondamente concreta. Non si tratta semplicemente di cambiare genere o di esplorare influenze differenti, ma di trovare un modo nuovo di dare forma a ciò che si sente. Dopo anni trascorsi in una determinata dimensione emotiva e musicale, Aethernum diventa uno spazio nel quale provare a rompere uno schema e raggiungere territori che prima sembravano estranei alla propria esperienza.
La musica assume così il valore di una liberazione, un modo per lasciare andare ciò che è stato e cercare un nuovo equilibrio attraverso qualcosa che, fino a quel momento, sembrava difficile da raggiungere. Non significa che tutto ciò che appartiene al passato possa essere cancellato. Significa piuttosto riconoscere che il passato non deve necessariamente continuare a determinare ogni scelta futura.
Veirg non considera infatti la trasformazione come una rottura netta con ciò che lo ha preceduto. Alcune esperienze rimangono dentro di noi anche quando crediamo di averle superate. Possono continuare a esistere nel subconscio, sepolte ma non completamente scomparse, conservando una presenza che non sempre siamo in grado di riconoscere. In questo senso, la rinascita non coincide con l'eliminazione definitiva di ciò che è stato, ma con la possibilità di cambiare il rapporto che intratteniamo con esso.
È una prospettiva che rende il significato di *Chaosborne* più complesso. Il Chaos può essere una forza capace di distruggere le strutture che ci imprigionano, ma la trasformazione che ne deriva non richiede necessariamente di negare ogni traccia del passato. Ciò che siamo stati continua a far parte di noi, anche quando smette di rappresentare l'unica direzione possibile.
Per questo, quando Veirg riflette sul significato del titolo, parla soprattutto di una rinascita personale. Il Chaos viene spesso considerato esclusivamente come una forza distruttiva, qualcosa che disgrega e porta via ogni certezza. Eppure, proprio nel disordine possono nascondersi le condizioni necessarie per una nuova forma di esistenza. Attraversare le proprie fratture, accettare le contraddizioni e confrontarsi con le parti più oscure di sé può diventare il passaggio attraverso il quale generare qualcosa di nuovo.
Essere Chaosborne significa allora trasformare ciò che ci ha segnati in qualcosa che ci appartiene, senza esserne più prigionieri. Dare vita a una nuova entità non rinnegando ciò che siamo stati, ma utilizzandolo come materia prima per diventare altro. Il titolo si lega così al passato e al presente di Veirg, ma anche a un percorso di trasformazione continua, nel quale il Chaos non rappresenta necessariamente la fine, bensì il principio di una nuova consapevolezza.
La prospettiva cambia ulteriormente quando il discorso si sposta sul futuro di Aethernum. Ora che *Chaosborne* è stato pubblicato e questa nuova incarnazione del progetto è diventata reale, sarebbe facile interpretare il disco come il punto conclusivo di una fase precedente e l'inizio di qualcosa di completamente separato. Veirg, tuttavia, non crede che nella vita, così come nel percorso artistico, sia davvero possibile lasciarsi tutto alle spalle.
Ogni esperienza, ogni ferita e ogni cambiamento continuano a esistere dentro di noi, anche quando pensiamo di averli superati. Siamo il risultato di ciò che siamo stati, e anche la musica porta inevitabilmente con sé questa stratificazione. Le diverse trasformazioni attraversate da Aethernum hanno contribuito a definire ciò che il progetto è oggi, rendendo impossibile separare completamente il presente da tutto ciò che lo ha preceduto.
Per questo *Chaosborne* non viene considerato una rottura definitiva, ma una nuova fase di un'evoluzione che non ha mai smesso di essere in movimento. Ciò che comincia è una diversa consapevolezza del modo di esprimersi e di dare forma alla propria identità. Veirg descrive questa condizione attraverso l'immagine della pelle che continua a cambiare: fermarsi significherebbe cristallizzarsi in una forma che non rappresenta più ciò che si è diventati.
Questa evoluzione non appartiene soltanto al piano delle intenzioni. Veirg racconta che la stanno già percependo nelle nuove composizioni di Aethernum, nelle direzioni che si stanno aprendo e nelle nuove necessità espressive che emergono dal lavoro. Cambiano le forme, si modificano le prospettive, ma rimane la stessa urgenza di fondo: la necessità autentica di dare voce a ciò che sentono.
È proprio questa continuità a impedire che il cambiamento si trasformi in una semplice negazione del passato. Non si tratta di diventare qualcun altro cancellando ciò che si era, ma di continuare a evolversi senza perdere il filo invisibile che lega ogni incarnazione del progetto. Il passato rimane parte dell'identità, ma non deve diventare una struttura immobile entro la quale tutto ciò che verrà dovrà necessariamente trovare posto.
Da questo punto di vista, anche la domanda su cosa dovrebbe essere distrutto oggi affinché Aethernum possa continuare a evolversi riceve una risposta diversa da quella che ci si potrebbe aspettare. Veirg non sente la necessità di abbattere qualcosa per permettere alla musica di nascere. Non considera il cambiamento un processo che debba necessariamente cominciare dalla negazione di ciò che è venuto prima.
Al contrario, ritiene che la trasformazione possa nascere anche dalla capacità di nutrire, rielaborare e attribuire un significato diverso alle esperienze che ci hanno formati. Il passato, con tutte le sue complessità e i suoi momenti tortuosi, ha influenzato il modo in cui Aethernum concepisce la musica e, in alcuni casi, ha spinto i suoi membri verso direzioni persino opposte a quelle percorse in precedenza. Non c'è però il bisogno di rinnegare tutto questo. Ogni esperienza ha lasciato una traccia e anche le contraddizioni fanno parte dell'identità che la band sta costruendo.
La vera sfida consiste nel non permettere che ciò che si è stati diventi un limite a ciò che si può ancora diventare. Più che distruggere, oggi Aethernum ha bisogno di continuare ad alimentare la propria entità, mantenendo viva la dedizione e la passione che accompagnano i suoi membri da tanti anni. Veirg descrive il progetto come un organismo in continua evoluzione, capace di trarre nutrimento dalla propria storia senza smettere di guardare verso l'ignoto.
È una riflessione che riporta il concetto di Chaos a una dimensione meno immediatamente distruttiva. La possibilità di trasformarsi non richiede sempre di annientare ciò che esiste. A volte significa riconoscere che una struttura può continuare a vivere proprio perché è capace di modificarsi, di assorbire nuove esperienze e di accogliere contraddizioni che prima non trovavano spazio. La distruzione può rappresentare una possibilità, ma non deve necessariamente diventare una regola.
Questa attenzione alla trasformazione attraversa anche il lavoro visivo che accompagna *Chaosborne*. Per Veirg, la componente grafica possiede un'importanza particolare, perché contribuisce a dare una forma concreta all'identità del disco. La scelta delle persone coinvolte non è stata casuale, ma è nata da un apprezzamento preciso per il loro lavoro e dalla volontà di trovare una corrispondenza tra la musica e il linguaggio delle immagini.
Per la realizzazione del logo, Veirg si è affidato a Christophe, che aveva già lavorato a numerosi loghi per diversi suoi progetti. Il musicista apprezza soprattutto la sua capacità di realizzare opere a mano libera, una qualità che considera particolarmente eccellente, insieme all'esperienza maturata lavorando con nomi importanti del genere.
La scelta di Alexios per la copertina è nata invece dall'ammirazione per *Endless Blue* dei Deadly Carnage. Veirg considera quell'artwork una delle copertine più belle mai realizzate, proprio per la capacità di entrare in sintonia con la musica e di raccontarne l'anima. È questa corrispondenza tra immagine e suono ad averlo convinto ad affidargli il lavoro su *Chaosborne*.
Il processo grafico è stato seguito da Veirg con un'attenzione quasi maniacale. Prima di affidare il progetto ad Alexios, è stato necessario riflettere a lungo su ciò che si voleva rappresentare, con l'intenzione di allontanarsi dalle soluzioni più consuete e trovare un linguaggio visivo capace di rispecchiare la natura del disco. La scelta è stata quella di associare ogni testo a un simbolo specifico, permettendo alle immagini di diventare parte integrante del racconto musicale.
Ogni simbolo presente all'interno del disco è quindi legato al significato di una canzone. Il vuoto, il labirinto e il simbolo associato al sangue appartengono a questo sistema di corrispondenze, nel quale l'aspetto visivo accompagna i contenuti dei brani anziché limitarsi a decorare la confezione. Le immagini diventano così un ulteriore livello di lettura, un modo per dare forma a concetti che trovano nella musica e nei testi la propria espressione.
Alexios ha seguito le indicazioni di Veirg nei dettagli, con pazienza e attenzione, riuscendo a interpretare la visione del musicista attraverso la grafica. Il risultato ha soddisfatto pienamente le aspettative, proprio perché la componente visiva non è stata trattata come un elemento separato dal disco, ma come una parte del processo attraverso il quale la sua identità ha preso forma.
In questo senso, anche il lavoro grafico riflette la stessa volontà di lasciare che le diverse componenti del progetto dialoghino tra loro senza essere costrette entro una formula rigida. La musica, i testi e i simboli appartengono a un unico universo concettuale, ma ciascuno conserva il proprio linguaggio. Le immagini non devono necessariamente spiegare tutto ciò che la musica contiene, così come le composizioni non sono obbligate a offrire un'unica interpretazione delle idee che le attraversano.
*Chaosborne* lascia infatti spazio a prospettive differenti. Veirg considera il disco un tentativo di mettere in discussione ciò che crediamo vero e quei meccanismi che continuano a generare disordine all'interno di ciò che viene presentato come ordine. La verità può assumere l'aspetto di una costruzione elaborata con maestria e lucidità, lasciando però aperta la possibilità di interpretazioni molteplici.
Ogni ascoltatore può attraversare questo passaggio nel Chaos secondo la propria esperienza, la propria sensibilità e il proprio vissuto. Non esiste una sola strada capace di condurre tutti attraverso la complessità dell'esistenza, così come non esiste necessariamente una verità unica alla quale ricondurre ogni esperienza. La musica può diventare uno spazio nel quale queste prospettive si incontrano, lasciando che ciascuno riconosca nei brani significati differenti senza che uno debba annullare gli altri.
È forse proprio questa apertura a rendere Aethernum un progetto che non cerca una forma definitiva. La band nasce per dare sfogo a ciò che i suoi membri sentono e, proprio per questo, non può rimanere immobile. Le esperienze cambiano, le necessità espressive si trasformano e ciò che oggi rappresenta una direzione potrebbe domani lasciare spazio a possibilità differenti. La continuità non viene garantita dalla ripetizione di una formula, ma dalla volontà di mantenere viva la necessità di esprimersi.
La storia di Aethernum comincia con un progetto rimasto sospeso, attraversa anni di esperienze musicali differenti e arriva a *Chaosborne* attraverso una nuova formazione e una nuova disposizione creativa. Ma il disco non rappresenta semplicemente il punto in cui tutto ciò che è venuto prima viene abbandonato. È il luogo in cui esperienze lontane, sensibilità differenti e nuove necessità espressive trovano una forma comune, senza che le loro differenze debbano essere cancellate.
Il Chaos evocato dal titolo non è soltanto ciò che distrugge. È anche la condizione nella quale diventa possibile mettere in discussione una struttura, riconoscere ciò che non ci appartiene più e aprirsi a una forma di esistenza diversa. Può significare attraversare le proprie fratture, accettare che alcune esperienze continuino a vivere dentro di noi e imparare a trasformarle in qualcosa che non ci imprigioni.
Per Veirg, questa trasformazione si traduce nella possibilità di tornare a respirare, di esprimersi attraverso una musica che si allontana da ciò che ha rappresentato il suo passato senza fingere che quel passato non sia mai esistito. Per Aethernum, significa continuare a evolversi, accogliendo nuove direzioni senza perdere il filo che lega ogni fase della propria storia.
Forse è proprio qui che il significato di *Chaosborne* si rivela nella sua forma più autentica. Non nella promessa di una rinascita capace di cancellare ogni ferita, né nell'idea che per creare qualcosa di nuovo sia necessario distruggere tutto ciò che esiste. Piuttosto, nella possibilità di trasformare le proprie esperienze in materia viva, lasciando che ciò che è stato continui a nutrire ciò che ancora deve nascere.
Aethernum non cerca di tornare al punto zero, né di stabilire una volta per tutte quale debba essere la propria identità. Il progetto rimane aperto, in movimento, pronto ad accogliere le trasformazioni che nasceranno dal lavoro e dalle esperienze dei suoi membri. Le nuove composizioni stanno già indicando altre direzioni, mentre la stessa urgenza di fondo continua a sostenere il percorso.
E così il Chaos smette di essere soltanto il nome di una forza distruttiva. Diventa lo spazio nel quale le forme possono cambiare, le convinzioni possono essere messe in discussione e ciò che sembrava immutabile può finalmente aprirsi a nuove possibilità.
Non tutto ciò che ci ha segnati deve essere cancellato. Non tutto ciò che abbiamo costruito deve essere abbattuto. A volte, la trasformazione più profonda consiste proprio nel trovare un modo diverso di portare con sé ciò che siamo stati, senza permettergli di decidere interamente ciò che saremo.
È da questa tensione tra memoria e possibilità, tra ciò che rimane e ciò che continua a cambiare, che Aethernum trova la propria direzione. *Chaosborne* è una nuova incarnazione di un progetto nato molti anni fa, ma anche la testimonianza di una ricerca che non considera la propria identità come qualcosa di concluso. Un organismo che si nutre della propria storia, che accetta le proprie contraddizioni e che continua a guardare verso l'ignoto.
Perché, finché rimarrà viva la necessità autentica di esprimersi, nessuna forma sarà davvero definitiva. E il Chaos, anziché rappresentare soltanto la fine di ciò che conosciamo, potrà continuare a essere il luogo dal quale qualcosa di nuovo prende vita.
Alessia Buccino