punk ed il celtic punk quella dello scorso 8 Marzo a Torino per il concerto da headliner degli Australiani: The Rumjacks che hanno fatto sì che la data torinese fosse in sold out.
Ad aprire la serata alla 19:45 sono stati i ragazzi perugini dei Good Morning Chernobil’ che purtroppo, considerando l’orario di inizio, sono stati un po' penalizzati dal poco pubblico presente. I quattro ragazzi fondono la band nel 2018 orientandosi verso un genere garage-punk/punk-core con testi cantati in inglese. Durante il 2022 si affermano sui palchi regionali fornendo una serie di live apprezzabilissimi, ottenendo il giusto riconoscimento e seguito nell'ambiente musicale locale, e contemporaneamente entrano in sala di registrazione per la creazione del loro primo album No Time to Fear, che sarà pubblicato il 15 marzo 2023 e distribuito in tutte le piattaforme digitali musicali. Il 18 Ottobre pubblicano come singolo la cover di Bite It You Scum di GG Allin. A Novembre saranno protagonisti in un tour promozionale in Germania toccando le città di Berlino e Lipsia.
I Good Morning Cernobyl’ sono: Giuliano Picciafuoco (voce/chitarra); Massimo Margaritelli (voce,basso); Lorenzo Bonamente (voce,batteria); Gabriele Mameli (voce,chitarra).
Hanno aperto il loro set di 20 minuti con il singolo del 2023 Welcome to the Commonwealth seguita da The Party of Ghost e via veloci con il loro punk per arrivare alla cover di GG Alling Bite It You Scum. Il loro concerto è stato molto energico sul palco con un sound ruvido e diretto, che con le influenze punk classico anni '70 e noise hanno saputo rendere partecipe il pubblico con una gig caratterizzata da un impatto fisico, ritmi serrati e un suono carico di distorsioni. Complimenti ragazzi!
Veloce cambio di palco per ospitare la seconda band della serata: i milanesi Pimples Marmalade una punk rock band nata nel lontano 1996 in un soleggiato parco di Cambridge. I Pimples Marmalade cominciano subito a farsi notare nella scena underground milanese per il loro stile spensierato e l'energia delle loro canzoni, mescolate a una frizzante presenza scenica. Il loro set è iniziato con la song Heigh Ho! del 2021 qualche saluto veloce e si passa subito alla più datata Pimply Life ed ecco che viene presentata La Tua Mamma è Una Stronza ultimo singolo prodotto dalla band. Momento cover e si parte subito con Bonzo Goes to Bitburg song dei mitici Ramones e a seguire Ever Fallen in Love (With Someone You Shouldn't've) dei Buzzcocks per chiudere con Pretty vacant dei mitici Sex Pistols. Il loro show giunge al termine con altre tre songs e si chiude con Balordo. La loro è stata una esibizione con una un'esplosione di energia punk rock pura e scanzonata, caratterizzata da un'atmosfera di forte connessione con il pubblico. La loro esibizione è stata un'impronta molto intima e diretta, dove la loro voglia di punk è stata urlata e trasformata in energia collettiva.
Tecnici velocissimi effettuano il cambio palco per i torinesi As the Sun ed eccoli già pronti sul palco per la loro mezz’ora di musica in attesa degli headliner. Il locale oramai è pieno e tutto questo dà una grinta in più alla band che partono subito con il loro primo brano Breathless un singolo datato 2024 e subito pronti per la title track che dà il nome alla band presente sull’album uscito il 23 Gennaio di quest’anno dal titolo Egomatic killer whaless. Attratto dalla loro musica, non mi rendo conto che, molto
rapidamente si arriva alla fine del loro concerto con il brano di chiusura dal titolo Escaping Sunday.
il concerto degli As the Sun a El Barrio è stata un'esperienza caratterizzata da un sound Alternative Rock che ha saputo fondere melodie incisive con sonorità psichedeliche e sfumature dark cariche di energia dove i riff di chitarra si mescolano a passaggi più onirici e ricercati.
L’attesa è percettibile nell’aria, tutti stiamo aspettando gli australiani The Rumjacks. La sala è strapiena di gente di ogni età e molti di loro indossano la tshirt dei Dropkick Murphy (visto l’affinità della musica). Questa sera, e per la prima volta che si esibiscono a Torino, The Rumjacks hanno portato sul palco Dead Anthems, l’ultimo acclamato album che la band aveva presentato in anteprima al pubblico italiano lo scorso febbraio, con singoli come Come Hell or High Water, An Irish Goodbye on St Valentines Day e Cold Like This, ma anche grandi successi del passato come An Irish Pub Song una delle canzoni più note della band è diventata una hit virale che ha ottenuto oltre nove milioni di visualizzazioni su YouTube tutto questo e molto altro per regalare al pubblico di El Barrio una serata speciale e ricca di energia.
The Rumjacks sono una band celtic punk formatasi originariamente a Sydney in Australia, nel 2008. Noti per i loro spettacoli dal vivo rumorosi ed energici, la band ha pubblicato cinque album in studio, due album dal vivo e una serie di EP e singoli. Nel 2016, i Rumjacks si sono trasferiti in varie parti d'Europa, dove attualmente vivono.
Sono le 22:30 e si inizia subito con Come hell or high water per continuare senza nessuna pausa subito con An Irish pub song ed ecco che tra il pubblico partono le danze ed il pogo che termineranno solo a fine concerto e via così una canzone dietro l’altra intervallate da poche presentazioni anche per dare più spazio alla musica essendo la loro performance solo di 70 minuti. Vengono suonate Bullhead, Father’s fight, An Irish goodbye on St Valentine’s Day per poi chiudere il concerto con Light my shadow tratta dall’album Hestia del 2021 prima dei dovuti bis.
Senza neanche lasciare il palco si parte subito con i due encore: Goodnight & make mends e Marie’s wedding. Il concerto di questa sera dei The Rumjacks è stata un'esperienza adrenalinica, ricco di un mix esplosivo che mi ha ricordato l'energia punk dei The Clash e le melodie folk dei The Pogues.
La band australiana, con il suo celtic punk frenetico, ha offerto una performance caratterizzate da un'intensità sonora elevata e un alto coinvolgimento del pubblico che non ha mai smesso di ballare, saltare e creare mosh pit costanti durante tutto lo show.
Il loro sound dal vivo è stato solido e travolgente, dove riescono a fondere strumenti tradizionali come il tin whistle (fischietto irlandese) e il banjo con chitarre elettriche distorte e un ritmo punk incalzante. Da considerare che con l'arrivo del nuovo cantante Mike Rivkees (subentrato a Frankie McLaughlin, il quale è stato rimosso dalla band nell'aprile 2020 a causa di cattiva condotta e atti violenti), la band ha mantenuto una forte presenza scenica, con cori da stadio e un'attitudine sincera e scanzonata.
Era la mia prima volta che assistevo ad un concerto dei The Rumjacks e per me è sembrato come immergermi in una serata di musica veloce e sudata, tipica della scena celtic punk, ideale per chi, come me, ama band come Dropkick Murphys e Flogging Molly.
