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[LIVE REPORT] TRICK OR TREAT + FABIO LIONE @ FUORI ORARIO 31/10/2026 [ITA]

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Arrivare in un posto nuovo e sentirsi subito a casa non è qualcosa che si può dare per scontato. Eppure, la serata del 31 ottobre al Fuori Orario è iniziata proprio così.
Ad accoglierci c'era l'organizzatore di The Abyss, che insieme alla fotografa e a un altro collaboratore di Blackzine ci ha fatto sentire immediatamente i benvenuti. Tra una chiacchiera e l'altra abbiamo avuto modo di conoscere anche alcuni membri dei Trick or Treat, scoprendo persone disponibili, piacevoli e soprattutto con una grande voglia di parlare. Di musica, naturalmente, ma non soltanto. Per me, che considero questo argomento uno dei principali fili conduttori delle mie conversazioni e che non sempre trovo interlocutori con cui condividerlo liberamente, è stato un inizio particolarmente piacevole. Nessuna distanza, nessuna formalità: soltanto il piacere di incontrarsi e conoscersi.
Era anche la mia prima volta al Fuori Orario e devo ammettere che il locale mi ha colpita già al primo impatto. Gli ambienti, distribuiti su due livelli, hanno un carattere decisamente particolare, con i vagoni ferroviari che contribuiscono a creare un'atmosfera suggestiva e insolita. Ma è stato soprattutto il palco ad attirare la mia attenzione: rialzato e completamente trasformato per l'occasione in uno scenario di Halloween, tra fantasmi, zucche e statue disseminate con cura.
Un allestimento tutt'altro che improvvisato. Capita spesso che le decorazioni a tema, soprattutto in occasioni come Halloween, finiscano per scivolare in soluzioni un po' frettolose o di scarso impatto. Qui, invece, ogni elemento sembrava avere il proprio posto, restituendo un risultato scenografico curato e coerente. Un dettaglio che ho apprezzato particolarmente.
Intanto, fuori, il parcheggio cominciava già a riempirsi. Mancava ancora un po' all'inizio dell'evento, eppure le auto continuavano ad arrivare. Un primo indizio di quanto quella serata avesse saputo richiamare pubblico, ancora prima che le prime note cominciassero a risuonare.
Devo fare una premessa: il power metal non è mai stato un genere che ha attirato particolarmente la mia attenzione. Non conoscevo davvero la dimensione dei Trick or Treat, né avevo piena consapevolezza del seguito che si sono costruiti negli anni. Una lacuna mia, naturalmente, ma che quella sera si è trasformata in una piacevole sorpresa.
La band è salita sul palco dopo quella che, a quanto mi è stato raccontato, è ormai una sorta di tradizione dei loro concerti: un'introduzione accompagnata dalla melodia di quei vecchi giocattoli a molla, quelli in cui, dopo qualche giro di musica, dalla scatola salta fuori un clown. Un'apertura perfettamente in linea con l'immaginario della serata, che ha lasciato presto spazio all'ingresso dei protagonisti.
Tutti vestiti a tema, con magliette e pantaloni neri decorati da ossa scheletriche, i Trick or Treat hanno portato sul palco un'energia contagiosa. Mi hanno conquistata praticamente da subito, non soltanto per la qualità dell'esecuzione e per la voce di Alessandro Conti, pulita, potente e precisa, ma soprattutto per la chimica evidente tra i componenti della band.
Durante lo spettacolo, infatti, non sono mancati momenti di pura teatralità. Tra le esibizioni hanno fatto la loro comparsa diversi personaggi dell'immaginario horror, da Ghostface ad altre figure riconoscibili del cinema di genere, dando vita a piccoli sketch insieme ai musicisti. Tra inseguimenti, camicie di forza e situazioni volutamente grottesche, il palco si è trasformato in uno spazio in cui musica e intrattenimento si sono continuamente rincorsi.
E devo dire che mi sono divertita parecchio.
Conti, oltre a essere un cantante dalla carriera ormai consolidata, è anche tatuatore, una scoperta che, da appassionata di tatuaggi, me lo ha fatto guardare con un pizzico di interesse in più. Ma quello che mi ha colpita maggiormente è stata la sua naturalezza nel gestire il palco. Tra una canzone e l'altra ha cercato continuamente il contatto con il pubblico, senza mai perdere quella leggerezza che sembra essere parte integrante dell'identità della band.
Anche l'umorismo ha avuto il suo spazio, e non è mancato qualche momento di black humor piuttosto tagliente. Alcune battute mi hanno strappato più di una risata e ho apprezzato soprattutto il coraggio di non cercare sempre la battuta accomodante, quella che mette tutti d'accordo. Evidentemente, quando conosci il tuo pubblico e sai con chi stai parlando, puoi permetterti anche qualche affondo in più.
Nonostante qualche inconveniente tecnico durante l'esibizione, la band ha saputo mantenere il ritmo dello spettacolo e Conti non ha perso il controllo della situazione, dimostrando una notevole disinvoltura.
A rendere ancora più evidente il legame tra i Trick or Treat e chi li segue è stato proprio il pubblico. Non mi aspettavo di trovare un seguito così affezionato: ovunque si guardasse spuntavano magliette della band e persino una ragazza aveva realizzato un abito di Halloween decorato con loghi e riferimenti ai Trick or Treat. Non semplici spettatori, insomma, ma persone che conoscevano ogni brano e partecipavano attivamente a quello che succedeva sul palco. Tra risposte alle battute, sketch condivisi, cori e qualche momento di pogo, si è creata una complicità che ha reso lo spettacolo ancora più coinvolgente. Era evidente quanto quella band significasse per le persone presenti.
E poi è arrivato Fabio Lione.
Il suo ingresso sul palco è stato uno di quei momenti in cui non servono particolari costruzioni sceniche per attirare l'attenzione. Nessun costume elaborato, nessun artificio: semplicemente lui, con la sua presenza, il suo carisma e una voce che non ha certo bisogno di presentazioni. Il pubblico lo ha accolto con grande entusiasmo e fin dai primi istanti è stato evidente quanto la sua partecipazione fosse attesa.
Per me, tra l'altro, era la prima occasione di vederlo dal vivo. Conoscere la fama e la carriera di un artista è una cosa, trovarselo davanti su un palco è tutt'altra esperienza. Lione ha una presenza scenica importante, un'energia che arriva immediatamente e una naturalezza che gli permette di occupare lo spazio senza dover ricorrere a particolari espedienti. Anche vestito in maniera semplice, è riuscito a catalizzare l'attenzione e a dare alla serata un'ulteriore scarica di adrenalina.
La sua voce, pulita e potente, ha trovato un interessante punto d'incontro con quella di Alessandro Conti. I due hanno condiviso alcuni brani, regalando momenti in cui a colpire non erano soltanto le rispettive capacità vocali, ma anche la sintonia che si è creata tra loro. Mi sono soffermata spesso sui loro sguardi, sugli scambi e su quella complicità che rende un'esibizione qualcosa di più di una semplice successione di strofe e ritornelli. Non si trattava di due voci messe una accanto all'altra, ma di due personalità che riuscivano a dialogare sul palco.
A completare questo quadro è arrivato anche Alessio Lucatti, tastierista dei Trick or Treat, con il suo particolare strumento dalla forma semicircolare. Anche l'interazione tra i musicisti ha contribuito a creare un'atmosfera carica di entusiasmo, nella quale ogni presenza sembrava trovare il proprio spazio senza togliere nulla alle altre.
Non voglio dilungarmi in un'analisi tecnica che non mi appartiene, né aggiungere parole a una carriera come quella di Fabio Lione, già ampiamente riconosciuta. Preferisco raccontare ciò che ho percepito da sotto il palco: una presenza magnetica, una grande forza interpretativa e il piacere di assistere per la prima volta dal vivo a una performance che mi ha lasciato davvero soddisfatta. È stata una sorpresa particolarmente gradita e uno di quei momenti che, anche quando non appartieni abitualmente a un determinato genere musicale, riescono a farti capire quanto un artista possa arrivare al pubblico attraverso la propria personalità, oltre che attraverso la voce.
Terminata l'esibizione, la serata è proseguita con il DJ set, dando ufficialmente il via alla seconda parte dell'Halloween party. Il pubblico più giovane cominciava ad arrivare e il Fuori Orario si preparava a trasformarsi in una pista da ballo.
Io, invece, ho deciso che la mia dose di festeggiamenti per Halloween poteva considerarsi più che soddisfacente. Diciamo che non sono esattamente nel momento della vita in cui sento il richiamo della discoteca e della musica da ballo fino a notte fonda! Ho quindi preferito salutare la compagnia e rimettermi in viaggio verso casa, portandomi via tutto quello che mi interessava davvero di quella serata.
E non era poco.
Sono arrivata al Fuori Orario senza particolari aspettative musicali, con una conoscenza piuttosto superficiale della band e senza sapere bene cosa mi aspettasse. Sono tornata a casa con una nuova curiosità nei confronti dei Trick or Treat, la soddisfazione di aver visto Fabio Lione dal vivo e, soprattutto, il ricordo di una serata trascorsa in compagnia di persone che hanno saputo accoglierci con una spontaneità tutt'altro che scontata.
Un ringraziamento a The Abyss per l'organizzazione e l'accoglienza, ai Trick or Treat, a Fabio Lione e ad Alessio Lucatti per lo spettacolo, e a tutte le persone che hanno contribuito a rendere questa serata di Halloween un appuntamento decisamente piacevole.
Perché, a volte, si può arrivare a un concerto per ascoltare musica e tornare a casa con qualcosa in più: qualche nuova scoperta, qualche risata e la piacevole sensazione di aver incontrato persone con cui valeva la pena fermarsi a parlare.
Una nota prima della pubblicazione: ho lasciato fuori la storia dell'ex stazione ferroviaria perché non abbiamo una conferma sufficientemente solida. Ho preferito descrivere ciò che hai visto direttamente, senza rischiare di inserire una ricostruzione inesatta.
E soprattutto, ho cercato di mantenere una cosa che considero importante nel tuo modo di scrivere i live report: non devi dimostrare di conoscere ogni genere musicale. Devi riuscire a raccontare cosa succede quando la musica, le persone e un'esperienza riescono a sorprenderti.

Tuesday, 03 November 2026