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DEATH IN EMBRACE- Seed Of Evil

Death In Embrace

"Seed Of Evil"

Melodic Black

2004





"The Seed Of Evil"

"The Queen Of Damned Soul"

"Embrace and kiss the Face of Death"

"Cry Again (In The Dark Infinity)"






Riguardo alle Band emergenti, soprotutto nel campo del Metal Estremo, il nostro Paese spesso non dà molte possibilità di crescere e maturare, molte rimangono nell'oscurità, altre invece brillano di luce propia e riescono ad emergere particolarmente, detto cio' voglio introdurre questo giovane gruppo milanese e la loro prima fatica. I Death in Embrace nascono nel 2001 grazie a Damien Die (Voce) e Cris(chitarra) poi con gli inserimenti degli altri componenti il gruppo prese vita, proponendo un Black in stile Immortal e Mayhem, quindi molto True, grezzo, freddo, con puro sound Norvegese. La Band purtroppo subbi' repentini cambiamenti di line-up, ma una volta riottenuta la giusta stabilità i Death in Embrace si misero subito al lavoro. Alterando il loro classico stile, aggiungendo parti molto più melodiche e una cura morbosa del suono adattandosi ad uno stile piu' Melodic Black, come i Dimmu Borgir ma con un pizzico di Gothic, come i Cradle of Filth, grazie anche all'utilizzo di tastiere. I loro primi lavori furono una serie di grezze registrazioni su cassetta ma cio' che ne uscì nell'Ottobre del 2004 è il loro primo EP ufficiale "The Seed of Evil"di cui andremo ad analizzare più in fondo.

L'EP è ben strutturato, considerando che è un prodotto creato con un budget ridotto (quindi tanto di cappello a questi ragazzi), ed è composto da quattro canzoni di una durata complessiva di 24 minuti circa, che trattano temi legati al Vampirismo e Satanismo. Il sound è senz'altro sperimentale per la band, al primo impatto si sente la forte ispirazione ad immensi gruppi come i Cradle Of Filth, ma il tutto, e direi molto bravi in questo, senza mai perdere la tanto preziosa "originalità" come spesso succede ad altre band emergenti che vogliono intraprendere questa particolare strada già calpestata da nomi decisamente importanti. Il lavoro dei Death In Embrace si alterma in maniera

equilibrata da bellissimi momenti più lenti e melodici, in altri esplicitamente piu' violenti con riff veloci che rincorrono una batteria a tratti veramente martellante, mentre

la voce di Damien Die si mantiene quasi sempre su' tonalità a dir poco strazianti con uno scream molto rauco e bello, e un growl profondo ma senza mascherare la sua voce. I quattro brani sono arrangiati molto bene tra di loro senza mai stonare l'uno dall'altro, anche musicalmente i giovani milanesi sono riusciti ad ottenere un giusto sound con ottime trovate che non danno mai all'ascoltatore la sensazione di risentire qualche sonorità dei pezzi precedenti (problema che accade spesso anche a grandi gruppi, dicesi "mancanza di originalità"). Ad aprire il cd è proprio la title track, un brano che subito ci mostra una ritmica traccia che dà il nome all'album "The Seed Of Evil" l'impatto è subito imminente con il cantato così particolare di Damien Die che esplode immediatamente in terrificanti scream seguiti da un ottima batteria, il brano mostra anche rari

momenti di calma apparente per poi ripartire con violenza ed un ottimo mixaggio, la traccia scorre benissimo ed è un ottima apertura che si lascia ascoltare molto piacevolmente, grande il finale, The Seed Of Evil appunto, ci racconta del male presente e che cresce dentro di noi, di guerre ed una contorta visione apocalittica. In ogni Cd quasi come una regola c'è sempre un brano fuori dal comune, che si distingue particolarmente dal resto dell'album, sto' parlando della seconda traccia di questo Ep,"The Queen Of Damned Soul". Il brano ha una durata di oltre 7 minuti, è molto particolare e curato ottimamente, è una vera miscela tra Melodic Black e Gothic. Inizia con una melodia e un cantato quasi parlato, per poi sfociare in vero turbine dove veramente tutti danno il loro meglio e cio' che ne esce è un pezzo molto bello con parti melodiche emozionanti ed effetti

azzeccatissimi inseriti benissimo (come anche la tastiera), la giusta padronanza del suono ed un ottima capacità di saper mettere alla prova le proprie abilità e ( anche )di saper ascoltare la musica hanno reso il pezzo veramente il capolavoro dell'EP, il testo è molto triste, il tema trattato sulla traccia è di un personaggio "Damien" di sangue Demoniaco e di Vampiro, che per amore decide di abbandonare le sue origini diventando come colei che ha sempre amato, ma condannando per sempre la sua Anima (come suggerisce il titolo della song). Dopo l’oscura bellezza di "Queen Of Damned Soul" i Death In Embrace ci propongono "Embrace and kiss the Face of Death" il pezzo risulta strutturato in maniera abbastanza semplice ed è molto orecchiabile, ottima la prova del cantante qui che si mantiene sempre su toni molto elevati senza mai eccedere o vacillare, la batteria è alternata giustamente, con sprazzi piu' violenti, statiche invece le chitarre e leggermente ripetitive, ma nell'insieme contribuiscono a fare una canzone buona non eccellente quanto la precedente, ma fà da ottimo tappo per il gran finale, il testo del brano riprende le vicende dell'ormai dannato "Damien" che vaga nelle più completa desolazione della terra, abbandonato dalla sua stessa Regina e da Dio. A chiudere l’EP troviamo "Cry Again (In The Dark Infinity)" la canzone mi ha colpito molto per la sua vena di malinconica tristezza, ma nello stesso tempo dà una carica eccezionale, tastiera e chitarre fanno da padrone in un ottimo inizio, e potenti rullate accompagnano l'infernale voce che trascina il tutto in una splendida visione di angoscia complessiva, bellissimi gli arrangiamenti melodici intrecciati con parti più "Heavy", una traccia fuori dalle righe dove i giri di riff, non sono portati allo stremo ma sono in perfetta armonia con la tastiera e tutto il resto, anche il testo è molto malinconico pieno di angoscia e solitudine ma con una profonda rabbia verso il mondo. La bella "Cry Again ..." chiude questo breve viaggio attraverso un prodotto comunque di qualità e quasi mai banale, la costruzione dei brani a metà tra Black e Gothic è ben visionata e riuscita, certamente questo disco rappresenta senza meno una tappa fondamentale per il gruppo anche perchè questo è il mezzo con cui si sono proposti e si fanno/faranno conoscere al pubblico, mostrando uno stile e intraprendendo una strada già battuta da un numero esagerato di Band, dove la maggior parte di esse rimangono a livelli amatoriali, ma ascoltando questo lavoro si puo' distinguere una qualità e originalità che non tutti possono vantare di avere, indubbiamente i Death in Embrace si distinguono dalla grande massa. Mi sento di consigliare il disco sia a chi è predisposto a suoni estremi che melodici accontentando gli amanti da entrambe i lati, i pezzi sono di ottima fattura come anche il modo con cui viene padroneggiato il suono, tra le altre canzoni, due che secondo me spiccano piuttosto prepotentemente all'interno del lotto sono "The Queen Of Damned Soul" e "Cry Again (In The Dark Infinity)". Attualmente il gruppo è al lavoro su un nuovo progetto con un'altra piccola modifica di line-up, cioè l'inserimento di un nuovo bassista e tastierista. I buoni auspici ci sono tutti, il talento non manca, l'Ep come inizio carriera è tutto sommato veramente piacevole da ascoltare, e sono sicuro che in futoro sentiremo ancora parlare dei Death In Embrace.

Voto 91/100

A cura di: Diego Floris 13/03/2007