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ECNEPHIAS - Ways of Descention

 Si dice che il terzo disco sia il più atteso, quello che solitamente determina ilsuccesso (o la disfatta) di una band. Dopo un gran disco come ''Hereticus'' ai lucani Ecnephias non rimane che ribadire con un disco altrettanto valido.

Sul nuovo ''Ways of Descention'' le novità sono davvero tante: innanzitutto il cambio di label (da Necrotorture a Code666) che sicuramente offrirà alla band la visibilità che merita, e anche la line-up è cambiata; Toru ed Antonio Donadeo hanno lasciato la band, al loro posto troviamo Aran Morion e Atlos (rispettivamente basso e batteria) e Akeron alla seconda chitarra (che aveva suonato sul primo disco ''Dominium Noctis in veste di bassista). A quanto pare a Mancan e compagni affascina particolarmente tutto ciò che è occulto, questa volta il concept ruota intorno alle vicende di un prete occultista italiano del '700.

Musicalmente il disco si discosta dal precedente per via di una produzione molto più potente,incentrata sulle chitarre che producono un muro sonoro veramente notevole, le parti orchestrali questa volta si sono tinte di un flavour vagamente gotico che si fonde perfettamente con l'atmosfera orrofica presente a tratti sul disco. Come da tradizione l'uso di ben tre idiomi (inglese, latino e italiano) dona un fascino ancora più arcano al disco, complice anche una prestazione come sempre sopra la media di Mancan,abile sia quando si tratta di ruggire con il suo growl sia quanto decide di sfoderare la sua particolare timbrica baritonale,l'opener ''Secrets of a Black Priest'' e la successiva ''Twist of Personality'' (miglior song per il sottoscritto) sono un esempio tangibile di tutto ciò. Il drumming quadrato di Atlos rende il tutto molto violento e molto più vicino al death metal che al black, nonostante questo gli Ecnephias sono molto attenti alla melodia, mai così presente come in questo disco (la melodia finale di ''Empty Cold Veins'' può vagamente ricordare i migliori Amorphis).Da notare inoltre,come le parti più veloci come quelle atmosferiche siano perfettamente bilanciate tra loro, merito di una cura maniacale degli arrangiamenti. Molto interessante l'ultima traccia ''il Nostro Patto'' che segue la scia di ''Ave Maestro'' contenuta sul precedente disco, meno operistica e più arcana. Menzione particolare per l'artwork ''mistico'' in linea con il concept del disco.

Che dire in conclusione? Gli Ecnephias hanno confermato quanto di buono detto finora con un disco solido e compatto, senza cedimenti, ora si spera vivamente che il cambio di label dia a questa band l'esposizione che si merita ed emerga dall'underground in cui milita da troppo tempo. Il nostro amico prete sceglierà la luce o l'oscurità? Lo scoprirete soltanto ascoltando il disco. Promozione a pieni voti.