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ECNEPHIAS - Inferno

 

 

La voglia di osare non è mai mancata agli Ecnephias, che con il nuovo disco ''Inferno'' portano ancora una volta tante novità: nuova line-up (accanto ai membri ''storici'' Mancan e Sicarius Inferni stavolta sono della partita il secondo chitarrista Nikko e il drummer Demil, inoltre lo stesso Mancan si è occupato delle tracce di basso), nuova label (Scarlet Records), che si spera dia alla band finalmente la visibilità che merita.

Accanto a tutto questo, la novità più eclatante riguarda la direzione artistica che Mancan e soci hanno deciso di intraprendere, ''Inferno'' infatti si presenta come un disco di ''rottura'' ; chi si aspettava un disco sulla scia del precedente ''Ways of  Descention'' resterà con l'amaro in bocca, poichè su ''Inferno'' gli Ecnephias hanno deciso di abbandonare (momentaneamente o definitivamente non si sa) le scorribande death/black metal dei lavori precedenti in favore di un sound difficilmente classificabile; nonostante il disco sia assolutamente estremo risulta essere particolarmente melodico, merito di influenze classiche mai così presenti in passato, con Mancan veramente sugli scudi sia con il suo growl potente e cavernoso sia con le sue particolari clean vocals cantate in italiano (vero marchio di fabbrica della band)  che si stampano in testa per non uscirne più ( ''A Satana''  o la più gothic-oriented ''Voices of a Dead Souls'' sono esempi lampanti). Grandissima la sezione ritmica, con il già citato Mancan che si è sobbarcato anche le parti di basso e Demil, sempre precisi e funzionali senza mai strafare; nota di merito anche per Sicarius Inferni che stavolta ha superato veramente se stesso, donando con le sue keys un tocco gotico/orrorifico vicino per certi versi ai lusitani Moonspell o,per restare nei patrii confini, al maestro Claudio Simonetti e ai suoi Goblin.
Come da tradizione, anche su ''Inferno'' non manca la canzone interamente in lingua madre, stavolta sono addirittura due,come sempre poste in chiusura: ''Lamia'', che può ricordare ''Ave Maestro'' ma con un mood completamente differente e ''Chiesa Nera'', (traduzione in italiano di ''In My Black Church'') presente come bonus nella versione digipack del disco, quest'ultima veramente interessante per via del testo abbastanza esplicito.
In conclusione,pollice alto ancora una volta per gli Ecnephias, che, nonostante cambino pelle di album in album, hanno sempre rilasciato lavori di qualità, mettendosi in gioco in una scena, come quella metal, dove i cambiamenti sono visti come ''tradimento''. Speriamo che grazie alla nuova label, finalmente questi ragazzi riescano ad emergere dall'underground in cui militano da troppo tempo. Promozione piena.