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LAND OF PAST- Neverending Story

Ciò che mi trovo a recensire è il secondo lavoro di una female band francese “Lands Of Past - Neverending Story". Ciò che il gruppo dice di proporre è un Symphony metal atmosferico contornato da liriche di tema fantasy che puntano nel riscoprire un mondo dimenticato, abitato da folletti e gnomi

. Ma aimè, anche se l'intento del gruppo è di suscitare interesse, visto l'argomento trattato, non può aiutare le sorti di un lavoro con una proposta musicalmente banale. I brani rimangono orecchiabili, ma non basta suonare un rock e contornarlo da tastiere ed effetti per definirsi "Symphony", specialmente se poi di atmosferico c'è ben poco, se non degli intermezzi messi a caso ad inizio e metà brano; anche perchè sono dell'idea che tale aggettivo va usato quando il pezzo crea del pathos, cosa che in questo lavoro è quasi totalmente privo. Alcuni brani interessanti ci sono, ma i difetti non mancano. Per tirarne fuori qualcuno, in "Lost My Mind", il cantato viene sorretto da una ritmica povera tecnicamente e musicalmente, ma la cosa peggiore viene quando la cantante Ilinca Kiss cerca di raggiungere le note più alte risultando continuamente calante e forzata. Lo stesso problema vocale lo si percepisce nella seguente "Dependance" ma che, fortunatamente, viene sorretta da una base più massiccia. "Runaway" rimane uno di quei pezzi in cui ti chiedi il perchè di simile pessimo gusto, ove si salva solo la parte iniziale melodica. I brani migliori rimangono forse le tre ballad, anche se l'unica che si differenzia un minimo è "Musical Box", interessante sia musicalmente che vocalmente, in quanto le altre due sembrano un copia e incolla l’uno dell'altra. In conclusione speravo di aver tra le mani una proposta più interessante, ma le aspettative non sono state delle migliori. Ho ascoltato anche l'album precedente per poter avere un’idea più chiara del gruppo, ma da tale lavoro vedo solo un grosso declino; meno sperimentazione, meno potenza. Se prima c'erano spunti ethereal, le chitarre e la batteria erano più marcate e le tastiere più possenti, in "Neverending Story" non c'è nulla di tutto ciò. Purtroppo non basta aver un bell'atwork in allegato, una produzione discretamente buona e un'etichetta per farsi conoscere ed apprezzare. Ciò che richiede il pubblico è qualcosa di nuovo, essendo stanco di ascoltare la solita minestra riscaldata che va avanti ormai da anni (chi per passione e chi per moda), specialmente se fatta male. Mi spiace ma questo lavoro strascica proprio a fatica una sufficienza.