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DEFTONES "DIAMOND EYES" (2010 - REPRISE/WARNER BROS REC.)

  • Scritto da Chiosso Danilo
DEFTONES- Diamond EyesE' una calda domenica di Agosto e sto viaggiando con la macchina sulle montagne della Alta Val di Susa, a circa 80 km da Torino, in compagnia della cara Elena.....splendida giornata di sole, qualche sosta qua e là, il vento che soffia sui nostri visi, gente tranquilla e serena che si muove di borgata in borgata, uno spettacolo da batticuore per chi ha la fortuna di ammirare la grandiosità della natura nella sua purezza e immensità (nonostante l'opera dell'uomo sia evidente: vedi alberghi, ristoranti, centri sportivi, cantieri in corso, strade asfaltate e muraglioni artificiali a 2000 m e più, etc).......nell'autoradio un particolare cd ci allieta il tutto come colonna sonora, non è un disco "memorial", è stato pubblicato solo nel 2010, ce ne sarebbero altri cinque di cui parlare riguardo questo gruppo, di cui il mio preferito in assoluto, ma è talmente emozionante, carico di vita per quello che rappresenta e adatto alla situazione che non riesco a non studiarmi nella testa una bella recensione (mentre guido nelle curve eh eh eh!).......poi scusatemi, siamo nel 2011 e quindi è già "storico": parliamo di "DIAMOND EYES" dei DEFTONES, una band verso la quale mi inchino a dovere.
Che dire, parecchie cose sono successe al combo di Sacramento (California - USA) in questi anni: due album "leggermente" superficiali come "OMONIMO" del 2003 e "SATURDAY NIGHT WRIST" del 2006, rispettivamente quarto e quinto disco della loro carriera, dopo i fasti crossover-nu metal di "ADRENALINE" (1995) e "AROUND THE FUR" (1997.......per sempre nel mio cuore........vi ricordo che ho il loro tattoo sulla schiena e BE QUIET AND DRIVE (FAR AWAY) sarà tra i brani del mio funerale!) nonché del terzo "WHITE PONY" (2000), considerato il loro capolavoro, dove si sente la definitiva svolta verso la massima melodia e sperimentazioni tra alternative rock, metal, psichedelia, post-punk e new wave sulla onda di RADIOHEAD, TOOL, FAITH NO MORE, NINE INCH NAILS, DEPECHE MODE e JOY DIVISION (alcuni di questi artisti furono "coverizzati" per diverso tempo dai DEFTONES nei piccoli club prima di produrre musica propria); a questo bisogna aggiungere un album mancato, "EROS", registrato tra 2007 e 2008 ma mai pubblicato in seguito all'incidente stradale del bassista CHI CHENG, in coma stabile ormai da tre anni, sostituito "temporaneamente" (speriamo per lui in una buona ripresa e che ascolteremo questi brani, tenuti nascosti in onore dell'amico dopo l'annuncio ufficiale ai media.....ma temo ci vorrà molto tempo ancora...intanto potete visitare il sito destinato a recuperare fondi per le costose spese mediche, ossia ONE LOVE FOR CHI) da SERGIO VEGA (ex QUICKSAND), e la corsa a comporre l'ultimo "DIAMOND EYES", promettendo una delle loro migliori fatiche, e ce l'hanno fatta.......un disco meraviglioso in tutto e per tutto, forse il caso di CHENG ha veramente risvegliato nei compagni nuova linfa e volontà di andare avanti al meglio!
CAMILLO WONG "CHINO" MORENO (padre messicano e madre parte spagnola parte cinese) è tornato in gran forma sia fisica che morale (parola di chi ha visto i DEFTONES live a HELLFEST 2010, quasi dieci anni dopo quella serata al PALAVOBIS di Milano, nel Marzo 2001, dove degli "sconosciuti" LINKIN PARK e TAPROOF gli fecero da spalla....eravamo in quattro e arrivammo giusto in tempo per gli headliners!), dimagrito notevolmente e sguardo sobrio di chi ha avuto problemi con eccessi e crolli nervosi, ha ritrovato la sua anima di persona e artista, riportando la voce al suo splendore passato, la luce di un angelo che poco a poco si stava spegnendo ma ha ricominciato a brillare di nuovo, a ridarci sensazioni e brividi, più forti e dolci di prima, e lo "screaming" non manca quando i brani si fanno più tesi, spingendo la gola al limite del possibile.......stessa cosa per gli altri membri ABE CUNNINGHAM (batterista), STEPHEN CARPENTER (chitarrista) e FRANK DELGADO (tastiere-campionatori: quest'ultimo è sicuramente tra i massimi creatori di atmosfere ambient e trip hop nell'ambito del rock più contaminato) che hanno riscoperto il gusto della sperimentazione musicale, i feedback classici deftoniani rimiscelati a nuove rivisitazioni del drumming, quei colpi secchi e asciutti di rullante e grancassa che tanto amiamo, stoppati quasi da suspence, riff chitarristici tra metallo e rock alternativo che ricordano il passato, sempre graffianti, distorti come solo STEPH sa fare fin dagli esordi, ipnotici, la produzione è ottima sia a livello di volumi, qualità dei suoni e compostezza, cambi continui e non semplici ripetizioni come avevamo sentito ad esempio sull'album "OMONIMO", troppo freddo, ripetitivo se non logorroico, lento nelllo scandire dei brani, un CHINO che ha perso intonazione personale (esclusa la bellissima "MINERVA"), che ha cercato di imitare ROBERT SMITH dei CURE in più parti ma senza farci venire la pelle d'oca (dote naturale che questo singer ha e per la quale sempre osannato!)....stessa cosa per "SATURDAY NIGHT WRIST", sulla scia del precedente, dove si nota un lavoro di composizione più originale nonostante la noia nell'ascolto, dove non mancano riferimenti post-hc o emo, giusto qualche pizzico di REFUSED, GLASSJAW e LIFE OF AGONY secondo me (band degli anni '90, periodo in cui DEFTONES si imposero come portabandiera del nu-metal insieme ai KORN, seguendo poi giustamente la loro strada e tagliando con vecchie scomode definizioni da giornale) e gocce di TEAM SLEEP (side-project ambient/electro/noise strumentale nato dalla mente di MORENO e DJ CROOK).
Non voglio soffermarmi sui primi tre dischi, nonostante i più famosi, perché ci vorrebbero mesi e mesi per ognuno, oltre al fatto che "DIAMOND EYES" è un disco speciale, invitandovi comunque ad ascoltarli curatamente in cuffia per rendervi conto del genio di questi quattro ragazzi americani cresciuti tra anni '8O e '90 a musica rock, rap e skate (CHINO è classe 1973, se non erro.......in una vecchia intervista di TMC2, in occasione del secondo INDEPENDENT DAY FESTIVAL di Bologna, il cantante dichiarò che ricevettero le chiavi della città di Sacramento dal Sindaco, davanti a migliaia di persone e fan, nella stessa piazza dove da teenagers venivano multati per "skating non permesso"!): purtroppo il tempo è quello che è, ma questo album merita una citazione di spicco tra quelli della nuova era "post 2000" perché ci riporta al top una band considerata quasi una copia di sé stessa, con pochi crediti da vantare ancora; bene, la vita ci parla nel nostro cammino e bisogna saperla ascoltare ogni singolo giorno, anche se non è facile perché la società ci opprime con le sue regole e la gente è sempre pronta a puntarci addosso il dito del giudizio......ma loro hanno colto il messaggio e creduto nel cambiamento, risorgendo da leoni al momento giusto........purtroppo quello più triste. Bentornati DEFTONES!
Dany
DEFTONES