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FAITH NO MORE "KING FOR A DAY FOOL FOR A LIFETIME" (1995-SLASH REC)

  

Questo album, assolutamente fondamentale per il definitivo passaggio tra anni '80 e '90 di questa band, segnò in me la trasmutazione tra il Danilo "più conformista sulla musica" e il Danilo "affamato di sperimentazione e ricerca di nuovi suoni a 360°": uscito nel 1995 per SLASH RECORDS, è caratterizzato da una doppia personalità dove più visioni musicali si scontrano tra di loro, in un periodo dove l'ascoltatore non era ancora abituato a tanta contaminazione, nonostante i Nostri e altri gruppi come PRIMUS o FISHBONE fossero già sulla scena da alcuni anni per darci un paio di lezioni (per non parlare dei maestri KING CRIMSON o EMERSON LAKE & PALMER, ma andiamo a toccare i profondi seventies)....parliamo di metà nineties, siamo all'inizio di quello che sarà il nu-metal per almeno 5 anni, il grunge-indie-noise più viscerali e underground, quelli proprio "no wave" tra 1983-1991, sono deceduti o quasi da qualche tempo, nonostante ancora

il successo di PEARL JAM, ALICE IN CHAINS, SOUNDGARDEN e STONE TEMPLE PILOTS, il thrash metal si è già evoluto sulla scia di PANTERA e SEPULTURA, il crossover irrompe nelle classifiche con RED HOT CHILI PEPPERS e ci fa tremare con RAGE AGAINST THE MACHINE e DOWNSET, nello stesso momento in cui l'industrial si fa strada sul mercato con FEAR FACTORY, NINE INCH NAILS e RAMMSTEIN, il punk è risorto grazie a GREEN DAY, THE OFFSPRING, NOFX, RANCID, BAD RELIGION, il "post" non è ancora stato partorito.......insomma, da una parte il rock più duro, malsano, selvatico e spesso violento nelle tematiche....tanta voglia di spaccare il mondo e la tendenza a seguire le mode....dall'altra parte gente che ha saputo miscelare questo e altro, la melodia, la classe del soul, le radici del country-gospel, il funky, le ballate elettriche e tanta innovazione senza limiti.....per essere chiari, FAITH NO MORE hanno rappresentato la vera "avanguard" e supremazia in quell'anno, una bomba di energia e depurazione totale.

Spesso pensiamo alla battaglia tra il nostro ego più razionale, quello che ci tiene legati alla società, al lavoro, alle finte e vere amicizie, agli hobby "obbligati" per essere accettati dagli altri esseri umani in voga e cercare ovviamente di incrementare la nostra autostima, a quella ricerca di individualismo che ci permetterebbe di respirare e meditare profumo di vera vita, quando ne abbiamo basta di tutto e tutti, ma non si trova mai perché non siamo in grado di abbandonarci al caso, agli stereotipi e dogmi che inquinano le nostre testoline senza che ce ne accorgiamo, alla finzione e il materialismo da copertina di giornale, ai multivitaminici killer della pubblicità e le bugie dei network su cosa è giusto e cosa è sbagliato.......e l'ego più illuminante, la nostra sfera aurica, il nostro cuore e spirito, la nostra capacità di amplificare i padiglioni recettivi che ci legano all'etere e capire in che direzione dobbiamo andare per non perderci sul sentiero del gregge......ossia quella "luccicanza" interiore che tutti abbiamo ma spesso non ascoltiamo, perché il senso del dovere che i padroni ci iniettano da piccoli ci offusca e basta......temiamo di rimanere con il sedere a terra, per questo "essere o non essere, è un problema"!!! E' dura incrociare il bivio, sovente lo incontriamo davanti a noi, e scegliere comporta cambiamenti, totali rinnovamenti, rinunce e disciplina, ma chi tiene duro ce la fà! Discorso già fatto...altroché! Quanti pensieri ci facciamo ogni giorno, a casa, in auto, nella pausa pranzo in ufficio, praticamente ovunque, a volte anche quando parliamo con qualcuno ma in realtà ci perdiamo in grandi viaggi mentali, gli occhi puntano nel vuoto e siamo su un altro pianeta, dal quale non vorremmo più tornare: sono alla mia scrivania sul posto di lavoro, tra le ore 13.00 e le 14.00, piena meditazione e voglia di uscire da questa noia perenne giornaliera....devo trovare un piccolo svago....Beneeee, perché non scrivere due righe sui FAITH NO MORE, vista la nuova long sleeve che mi sono fatto? Sul miglior disco di sempre, ossia, senza contraddizioni esterne, "KING FOR A DAY, FOOL FOR A LIFETIME"? La giusta ispirazione per ritrovare il sorriso a metà giornata e risvegliarsi! Grazie vita!

 

La copertina mostra i contorni di un poliziotto stile "ombra", con cane a guinzaglio, canini in bella mostra e sguardo inferocito, questo all'interno di un vagone della metropolitana, un disegno dove i colori rosso e nero spiccano alla grande, il significato è evidente, quanto il senso di solitudine dell'uomo rappresentato sul retro, in una  desolata town alla SIN CITY.......insomma gran fantasia e decadenza nell'artwork.

GET OUT apre con una fucilata di chitarra e batteria che spinge da subito al limite, basti pensare alle mani sublimi di MIKE BORDIN (che fu anche drummer ufficiale di OZZY OSBOURNE per un lungo periodo della sua carriera), seguendo in alternanza e stoppati la voce del caro MIKE PATTON (leader incontrastato della band fino allo scioglimento tra 1997/98, non considerando le ultime saltuarie reunion del 2010/2011, ex MR. BUNGLE, oggi solista, ma attivo in dozzine di partecipazioni nel campo musicale, insieme a nuove e vecchie conoscenze vista la sua nota immagine di artista, membro di FANTOMAS, TOMAHAWK, PEEPING TOM, proprietario dell'etichetta IPECAC REC, che vede passare nella propria scuderia band del calibro di MELVINS, ZU, ISIS, DUB TRIO, DALEK......eclettico, innovativo, sempre pronto a nuovi progetti, anche i più strani e apparentemente fuori da ogni logica, gran fiuto degli affari e talent scout.......un vero genio di altri tempi!) fino all'urlo "GET OUT, RIGHT NOW!" e la furia si accende.....si prosegue con un pizzico di psichedelia e groove mid-tempo tra grunge e alternative rock in salita, ecco servita la carica di RICOCHET, ci si rilassa con un pò di sentimento soul da club privé in EVIDENCE, loro brano famosissimo, riproposto anche in italiano negli ultimi live (Patton parla molto bene la nostra lingua, moglie italiana e vedi i dischi PRANZO OLTRANZISTA e MONDO CANE, quest'ultimo registrato con l'Orchestra Arturo Toscanini, e la magica tromba di Roy Paci, dove assistiamo ad una colorata ed emozionante rivisitazione vintage di classici anni '50 e '60 del nostro bel Paese....da avere!), THE GENTLE ART OF MAKING ENEMIES, puro sfornato di crossover, fino all' indole più hardcore, che qui subentra come un diavolo castigatore su CUCKOO FOR CACA (psicosi allo stato brado!) e UGLY IN THE MORNING (dove l'isterismo più cronico non manca.......notare il finale del brano, Patton pare indemoniato!), STAR A.D., che secondo me sembra uscita da un'ensemble funky-pop-new wave tra PARLIAMENT, PETER GABRIEL e DAVID BOWIE, alla quale bisogna assolutamente associare CARALHO VOADOR, ballata latina di puro aroma merengue/bossa nova, la mia preferita di sempre, il cavallo di battaglia DIGGING THE GRAVE....."I GOT IT MADE", calorifera e rockeggiante quanto un bel bicchiere di assenzio infuocato ad Agosto, riff tirato, veloce e bello denso tra quel power alla THERAPY? e hard rock più moderno, un riempi pista di anni e anni di dancefloors intorno al mondo, la loro track più conosciuta tra gli amanti del genere e quella più proposta di solito oltre ad "I'M EASY" e "MIDLIFE CRISIS" (cover dei COMMODORES + primo singolo radio presenti su ANGEL DUST - 1993), TAKE THIS BOTTLE, per dimenticare i problemi davanti a del buon vino e accarezzati da dolci note di western music, KING FOR A DAY e WHAT A DAY, brani molto diversi tra loro vista la struttura complessa del primo, tra intro acustica, il pianoforte di RODDY BOTTUM a farla da padrone, reprise elettrica fino al ritornello in crescendo, dove Patton attacca l'ascoltatore a colpi serrati di ugola e la seconda, alternative punk senza fronzoli, ritmato alla grande, dove alla fine melodia e screaming si incontrano dimostrando eleganza, sana pazzia, capacità di cambiare volto in continuo, nonché suonare (quando l'emo-core non era ancora commerciale e fashion ma dominava con stile)....quindi nessuno osi contraddire, i FAITH NO MORE sono un capolavoro come band ancor prima dei loro dischi.....fino alle conclusive THE LAST TO KNOW e JUST A MAN, dove la voce più toccante e sentimentale del nostro Mike, supportato da chitarre ben amplificate sullo stile "ballad che bacia il metallo", si abbandona al gospel più celebrativo, liberatorio, intonando al cielo con le braccia aperte "SEE THE LIGHT!" e cori femminili angelici che lo accompagnano al congedo dell'album. Le porte del Paradiso sono state aperte, i peccati sono stati espiati, andate in pace sulle note di questo disco tanto folle quanto epocale. A la prochaine fois, Dany