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Recensione ALKALINE TRIO "GOOD MOURNING!" (2003 - VAGRANT REC.)

  

  

....."IN THE DARKNESS WHERE THE ANGELS CRY".....
.....la frase di un brano che ultimamente non mi esce più dalla testa, mi fa venire i brividi solo al pensiero e la trovo così attuale con tutto quello che succede in giro nel mondo, il malessere e decadenza degli umani riassunti in pochissime parole: non voglio essere troppo negativo e pessimista, ci vanno forza e buon animo per andare avanti, ma sono da sempre realista, quindi vedo le cose leggermente con diffidenza e senso noir, si respira nell'aria, lo so, l'avrò scritto in molti articoli, ma certe cose devono essere sempre ribadite per essere capite!
La canzone citata si chiama "WE'VE HAD ENOUGH", 3 minuti di punk rock senza fronzoli con tanto sentimento e melodramma nel testo, perché questo fanno gli originari di Chicago ALKALINE TRIO, aka MATT SKIBA (voce-chitarra), DAN ANDRIANO (voce-basso), DEREK GRANT (batteria): da sempre definiti in tutte le maniere possibili, tra pop punk revival, alternative rock, post-punk mix indie etc etc etc, per anni li ho condannati gratuitamente convinto fosse una mielosa emo band, di quelle da targare al muro tra i nemici insieme a BLINK 182 e YELLOWCARD, non li conoscevo nemmeno tanto bene, ascoltati molto superficialmente tramite amici (vedi METTUS, gran fan del gruppo ancora oggi!), in un periodo dove oltretutto ero preso dall'hardcore melodico californiano di BAD RELIGION e LAGWAGON, lo street di RANCID e SOCIAL DISTORTION, l'old school newyorkese di GORILLA BISCUITS, YOUTH OF TODAY e SICK OF IT ALL.....ma ora voglio, anzi devo, ricredermi altamente.......semplicemente non ero pronto per un certo tipo di musica e meno sensibile a certi suoni....ancora troppi paraocchi da abbattere....quindi più semplice criticare invece di aprirsi totalmente (e il bello è che ero già convinto di essere a 360°!).
L' album della nostra recensione è stato pubblicato nel 2003, è il quarto della loro carriera, per mano dell' etichetta VAGRANT RECORDS (attualmente sono sotto EPITAPH, ma questa casa discografica vide sotto di sé gente del calibro di ROCKET FROM THE CRYPT e FACE TO FACE) e si intitola "GOOD MOURNING!": l'artwork mi affascina notevolmente (avevo già osannato quello di "KING FOR A DAY FOOL FOR A LIFETIME dei FAITH NO MORE in altro articolo), è semplice quanto inquietante, colori rosso e nero accesi dove spiccano i tre membri della band con occhiali da sole e abbigliamento da elegante becchino, un' immagine aerografata con sfondo nero e croci tipo "vecchio cimitero di collina", mentre sul retro tre bare ornamentali in stile molto  "tattoo rock'n'roll".....e il booklet interno? Pagine apparentemente solo colorate, con sfumature qua e là, senza foto o testi....in realtà questi ci sono, basta solo aguzzare la vista! Originale!
L'ouverture spetta a "THIS COULD BE LOVE", riff iniziale accattivante e un pò ruffiano per dirla tutta (ricordate quello di ALL I WANT dei ALL SYSTEMS GO! ? Molto simile!), si parte con del rock acceso che coinvolge subito chi l'ascolta, incuriosisce l'appetito per cercare di capire fino a che punto si spinge la vena più potente e meno prevedibile della band, essendo da subito chiare le influenze new wave alla JOY DIVISION, THE CURE ma sopratutto THE SMITHS che si filtrano con punk melodico, indie e alternative rock di stampo americano.......la bellezza degli ALKALINE TRIO, oltre a rappresentare una figura artistica assolutamente matura e virtuosa in un campo dove solitamente non c'è molta sperimentazione e tutte le formazioni di uno stesso ramo sembrano uguali, è nella voce sia di SKIBA, candida come un angelo, ve lo giuro, quanto sbarazzina e grezza quando la canzone va in crescendo, che di ANDRIANO, quest'ultimo molto amante del post-punk tra fine 70s' e metà 80s', e si sente, toni caldi e ironicamente introversi che farebbero godere il maestro MORRISSEY (THE SMITHS).....la batteria non fa capolavori, questa la mia idea, ma i tempi corrono veloci con buoni cambi, c'è poco mid in generale, e la ritmica tiene al 100%, provate ad alzare medi e bassi poi mi farete sapere.....ho anche letto le liriche e tradotte, trattano di storie serie di vita e morte, dove l'amore non manca, di depressioni, vizi dell'uomo.....ci sono parecchi riferimenti quasi poetici e la cosa mi ha sorpreso tantissimo....non avrei immaginato tanta profondità di dolce noir......e poi parliamoci chiaro, i ragazzi qui suonano e bene, belle tracce, questo importante, senza cadere nella gola giovanile dell'emo "pussified" (da fighette) come direbbero i giornalisti del magazine KERRANG, massima completezza e scusate se poco......spero un giorno di godermi un loro live, oh si che lo desidero......non proseguo oltre, non conosco abbastanza la loro storia alla fine, sto attendendo un ordine di alcuni dischi, tra cui il primo "GODDAMNIT" del 1998, in versione rimasterizzata, e "CRIMSON" del 2005, consigliati nello specifico da alcuni siti, così tornerò sul discorso più avanti, carico di ispirazione e emozioni da spremere al nocciolo come faccio di regola.......come concludere? Gli altri pezzi che toccano "l'anima" in questo GOOD MOURNING! sono sicuramente "ONE HUNDRED STORIES", "ALL ON BLACK" e la punk revolution di "DONNER PARTY (ALL NIGHT)".....ma tutto l'album è meraviglioso, ed è soggettivo il suo ascolto, ognuno di voi potrà esclamare opinioni e sensazioni diverse, basta solo lasciarsi prendere da questo viaggio interiore, tra luce e oscurità, pura energia "alcalinica".
Buon tutto, Dany.