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HELMET "BETTY" (1994 - INTERSCOPE REC.)

 

 

Da sempre, fin dalla primissima adolescenza, quando d'estate andavo dal mio maestro musicale Marco con il motorino, e lui mi faceva ascoltare le chicche del suo repertorio (mi fece conoscere L7, BABES IN TOYLAND, NIRVANA, ALICE IN CHAINS, VENOM, SLAYER, PRO PAIN e molti altri), sono sempre stato impressionato dalla meraviglia, luminosità e anche dolcezza di questa copertina, che teneva vicino al letto nella sua stanza, quella appunto di BETTY, storico disco del 1994 firmato da una band che ancora oggi adoro, che mi ricorda bei momenti trascorsi, al punto di avere loro sticker sul retro dell'automobile: gli HELMET.

 

Osannati per oltre ventanni per l'album MEANTIME, che sarà proprio in questo mese festeggiato anche in Italia, visto che lo suoneranno totalmente dal vivo, io li ho sempre preferiti per BETTY e il successivo del 1997, AFTERTASTE, questione di feeling, considerati tra il meglio della loro carriera ma non sublimi ed di alta qualità come il capolavoro precedente, citato come tale da qualsiasi magazine o musicista con il quale abbia parlato (ricordiamo l'esordio con STRAP IT ON nel 1990).

Il loro suono nel corso del tempo si è modificato, questo già nella prima metà degli anni '90, periodo di maggior successo, passando da sonorità di grunge metallico e noise che pian piano si sono pulite, meno abrasive ma comunque potenti e originali come il loro stile allora voleva, sostenendo il carisma, la virtuosità e la voce calda, melodica, qua e là modificata con vocoder, fino agli scatti più nervosi e urlati, del leader di sempre: PAGE HAMILTON.

Oltre agli HELMET, tornati nel 2004 dopo qualche anno di assenza dalle scene, con nuovi membri che io sinceramente ritengo tournisti e non parte integrante del combo, nonostante la breve militanza di FRANK BELLO degli ANTHRAX e JOHN TEMPESTA, ex TESTAMENT e WHITE ZOMBIE (i vecchi compagni di viaggio HENRY BOGDAN, ROB ECHEVERRIA, che suonò con i BIOHAZARD nel tour '99, e JOHN STANIER,  batterista di TOMAHAWK e  BATTLES, lo hanno abbandonato proprio alla fine dei tempi di manna, ma Page ha saputo andare avanti in futuro, quando il gruppo non era più sulla cresta dell'onda, anzi quasi dimenticato, e ritrovare equilibrio interiore con il surf e la compagnia di musicisti più giovani......e forse più facili da gestire....) si è fatto conoscere per le sue doti anche di guitar player, collaborando in situazioni live esterne (tra cui con DAVID BOWIE) e uno degli album più famosi della saga NINE INCH NAILS, ossia THE FRAGILE.  Ricordo a tutti che senza HELMET, MELVINS e SONIC YOUTH, simbolo per me di un'epoca passata che forse non tornerà più, non ci sarebbe stata un'evoluzione nel campo del rock estremo e se oggi parliamo di contaminazioni, bene, ricordiamoci le origini fondamentali.

BETTY rimane il disco più sperimentale in assoluto, nonché il full lenght dove si denota il cambio di marcia verso nuovi orizzonti, a partire dall'iniziale ed emozionante nella sua melodia alternative-metal, una delle mie preferite, WILMA'S RAINBOW, passando per la corrosività rumoristica di I KNOW, la scia potente, prevalentemente strumentale, e ricca di stoppati (tipici degli HELMET), di BISCUITS FOR SMUT e MILQUETOAST (presente sulla soundtrack del film THE CROW), la mid-tempo e rallentata SPEECHLESS, brano che trovo molto da iconografia "grungettona", questa la mia emozione ad ascoltarla, fino ai giochi alchemici e molto free di THE SILVER HAWAIIAN e SAM HELL, che in mezzo lasciano spazio ad un'altra track da sano headbang, gran tiro quello di OVERRATED.

Con piacere mi torna alla mente il loro concerto di Gennaio 2009 a Milano, la grande folla in delirio per PAGE HAMILTON ma soprattutto la presenza di molti personaggi della vecchia scuola, da subito pronti a scaldare i nostri animi nel tendone.....BETTY fu parte integrante del live, almeno il 50% del disco fu suonato e anche UNSUNG + IRONHEAD (da MEANTIME), se devo dirla tutta, sono state un godimento per i miei timpani......WOW! 

Dany