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Recensione brano "THUJA MAGUS IMPERIUM" da "CELESTIAL LINEAGE" dei WOLVES IN THE THRONE ROOM

  • Scritto da Chiosso Danilo
RUBRICA ONCE UPON A TIME IN ROCK
  
  
Sapevo da tempo che il duo americano WOLVES IN THE THRONE ROOM regnava nei fasti della scuderia SOUTHERN LORD REC., di proprietà di GREG ANDERSON (vedi anche GOATSNAKE) e STEPHEN O'MALLEY, fondatori della drone band SUNN O))), con amicizie nell'ambito NEUROSIS e affini.....un pò di parte sicuramente e ispirati anche troppo da questo ambiente molto in voga ultimamente.......se posso concedermi un "errato" commento.....perché proprio qui ci si sbaglia.

Un mese fa ho acquistato CELESTIAL LINEAGE (pubblicato nel 2011), colpito dal titolo stesso (chissà come mai? se avete letto un anno delle mie recensioni la spiegazione arriva da sola), dopo aver letto critiche sul web e testate giornalistiche, alcune delle quali molto interessanti, soprattutto interviste dove i membri-fratelli NATHAN e AARON WEAVER parlano dell'amore e scelta di vita in campagna (provengono da Olympia, Stato di Washington e rilevato fuori città una vecchia fattoria chiamata CALLIOPE, come la famosa musa greca), la passione e il lavoro nell'ambito dell'agricoltura biologica seguendo le regole della biodinamica, l'energia astrale che questa dona a loro e ai luoghi dove vivono, nonché la mitologia e discorsi profondi sull' Apocalisse incombente a causa della rottura tra uomo e natura stessa....insomma il buio che ci circonda e che nessun capisce fino in fondo, o non vuole capire sapendo solo ricondurre i problemi a quello che il Sistema ci mostra.....queste concezioni sono parte integrante della loro composizione artistica, e lo trovo meraviglioso!
Ascoltato solo superficialmente in casa, non apprezzandolo di primo acchito, un pò ostico e rude all'apparenza, da alcuni giorni è rientrato nella mia autoradio, strumento magico per percepire la musica al meglio, durante il viaggio e la solitudine delle giornate, tra lavoro, impegni e spostamenti......mi sono trovato misteriosamente il cd tra le mani, un mattino, mentre sistemavo dei documenti lavorativi di corsa, capendo subito che non poteva rimanere inattivo (ormai queste vicende mi succedono in maniera inaspettata e repentina ogni giorno), che il significato della loro arte doveva essere approfondito e sentito con il cuore, un messaggio celato, da riportare alla luce, nuova quotidianità e futuro da affrontare passo a passo raccogliendo le pietre sul cammino.....così ho fatto ed è stata immediata alchimia tra di noi.
Trattasi del terzo capitolo di una trilogia iniziata nel 2007 con TWO HUNTERS e nel 2009 con BLACK CASCADE, tipico di molte band che seguono un certo filone, ma l'immaginario che si è creato da subito è surreale, solare, esoterico.....THUJA MAGUS IMPERIUM dura 11 minuti e viene introdotta da poesia musicale che farebbe invidia al maestro MORRICONE, voce femminile incantata e dolce come quella di una mistica dea, i fluidi della pelle che si smuovono al candore di un canto così "celestiale", di ispirazione ecclesiastica come impostazione, vero, come un assolo soave in una vasta e arcana Cattedrale, questa la figura di donna che mi vedo davanti mentre intona tale suprema opera, il suo nome da booklet pare essere JESSIKA KENNEY......sussegue dopo pochi minuti un suono distorto e aggressivo, è chiaro lo stampo black metal norvegese degli anni '80-'90 che furono, primordiale o quasi, anche un pò di BURZUM nel dimensionamento sonoro non manca, impressionanti la velocità, risonanza e connubio tra chitarra, basso e batteria, mentre suoni ambient di tastiere e apparentemente mellotron, non ne sono sicuro, rendono la composizione proprio diversa, più contaminata, avanguard, spirituale rispetto al solito e quindi il concetto di "catalogare" o "comparare" perde qualsiasi logica.....potrei fare tutti i paragoni di questo mondo, ma dopo un lungo e ripetuto ascolto posso confermare che questi WOLVES IN THE THRONE ROOM hanno un'illuminazione estranea a qualsiasi artista del genere, nonostante le parti vocali di NATHAN siano sanguinarie e urlate, un demonio davanti ad un microfono, consiglio un ascolto lieve e meditativo, a basso volume, e infatti la stessa band dichiara apertamente che il loro sound richiama il black come stile, miscelandolo al post moderno, concetti folk e a certi suoni underground creati analogicamente o al massimo con semplici loop/synth, perché lo trovano coerente e coinvolgente con la loro filosofia e integrità di idee, studiato e creato secondo il "do it yourself", con spirito vintage e semplicità di base, che si trasforma però in pura e limpida arte dove il dolore della decadenza umana bacia la gioia e la speranza di una nuova vicina era.....le tematiche trattate non hanno a che fare né con Satana né con il culto che lo elogia, la loro iconografia e musica però può indurre a pensarlo, invece sono superiori, colte e raggiungono livelli di subconscio in grado di stimolare l'ascoltatore più aperto e acuto.....leggendo il testo vi potrete rendere conto di essere davanti ad uno scritto epico, biblico, dantesco nella sua entità ancestrale, uno scorcio letterario fatto di diverse percezioni visive, la Terra invasa dalla ira del Divino, sconvolgimenti naturali e il fascino di chi osserva e sa che vivrà nella luce di questa lunga notte dei tempi.....La mia semplice conclusione è che se non avete esteso mente e canali eterici, perché troppo radicati al Sistema, bene, lasciate perdere, la superficialità resti a chi non vuole capire, a chi non vuole inoltrarsi e assimilare tale padronanza del linguaggio per lanciare avvertimenti o chi non vuole aprirsi per paura di affrontare la realtà.......la superficialità viene già distribuita abbondantemente da altri esperti......questa musica deve essere filtrata come se fosse linfa di conoscenza e rinnovamento vitale. Grazie NATHAN, Grazie AARON!
Dany
Thuja Magus Imperium (inglese e italiano)
Redness in the east beyond the mountain
The Wheel begins to turn anew
Turning ever towards the Sun
Garlands adorn a chariot, aflame
Blood runs from the flank of a wounded stag
Turning inwards, all beings bow low
Unconcealed she flies
Then hidden by snow
Eyes pale voice of night

Black clouds bring rain
A white cloak and mantel
Enshrouds all of the great monoliths
Deities of frost crave an offering to storms
Great Firs felled by the wind

The eagle's aerie towering windswept
Sky-lords towering above
Night-born songs descend by moonlight
A rain of jewels Calliope sings
Each one a secret word inscribed in time

Sacred bones crumble enshrined
Entombed in roots and stones
A dead sun burns in the hollow Earth
Nameless rivers of dust

This bright thread so pure
Drawn through everything that is
Enslaved by ancient bonds
Beyond the mists and golden light
Beyond the darkness transcending time

Rossore a est al di là della montagna
La ruota comincia a girare di nuovo
Girando sempre verso il Sole
Ghirlande adornano un carro, in fiamme
Sangue scorre dal fianco di un cervo ferito
Girando verso l'interno, tutti gli esseri si inchinano profondamente
Malcelata vola
Poi, nascosti dalla neve
Occhi chiari voce della notte

Nuvole nere portano la pioggia
Un mantello bianco e veletta
Avvolge tutti i grandi monoliti
Divinità di gelo bramano un'offerta a tempeste
Grandi abeti abbattuti dal vento

Imponente aquila spazzata via dal vento
I signori del cielo che dominano
Canzoni della notte nascenti al chiaro di luna
Una pioggia di gioielli Calliope canta
Ognuno una parola segreta inscritta nel tempo

Sacre ossa sgretolarsi sancito
Sepolte nelle radici e pietre
Un sole morto brucia nella Terra cava
Fiumi di polvere senza nome

Questo filo luminoso così puro
Disegnato attraverso tutto ciò che è
Schiavo di antichi legami
Al di là delle nebbie e luce dorata
Al di là del tempo di oscurità che trascende