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Profilo artista RAY CAPPO e BETTER THAN A THOUSAND "VALUE DRIVEN" (1999)

  • Scritto da Chiosso Danilo
  
  
Gandhi diceva: "Vi sto chiedendo di lottare, di lottare contro la loro ira, non di provocarla. Noi non attaccheremo, ma li riceveremo. Attraverso il nostro dolore gli faremo vedere le loro ingiustizie, farà male.....come tutte le lotte farà male. Ma non possiamo perdere, non possiamo. Possono torturarmi, spezzare le mie ossa, e anche uccidermi. Quindi avranno il mio cadavere.......ma non la mia obbedienza"
 
......una frase entrata nella storia, che tutti dovrebbero conoscere, imparando il significato che si cela dietro, e presente anche su un album leggendario, VALUE DRIVEN, firmato
dai BETTER THAN A THOUSAND, progetto parallelo al crossover degli SHELTER e
ovviamente alla straight edge legend YOUTH OF TODAY, formati da un'idea di RAY CAPPO, figura emblematica dell'hc americano che sto seguendo parecchio ultimamente, documentandomi sulla sua filosofia di vita e insegnamenti dettati da 25 anni orsono, conosciuto anche come noto maestro di Yoga a New York.
Sebbene l'ambiente che spesso lo circonda siano chitarre, amplificatori, gente che sale sul palco e pratica stagediving, questa disciplina per lui è essenziale per dare il meglio di sé, per il proprio karma e quello altrui, per trasmettere più energia possibile e introdurre testi della tradizione indiana nelle canzoni, simbolo di valore e saggezza, per raggiungere tranquillità, pace interiore in un mondo ancora più estremo della stessa scena metal o hardcore che frequenta.
RAGHUNATH, ossia il suo pseudonimo in sanscrito, cita proprio come le tematiche del vero e radicale punk made in USA, leggermente differente da quello inglese, in quanto più duro nelle sonorità e fisico, soprattutto nei live, concezioni legate all'agnostico come anti-dogma ( no "il non credere"), alla forza e unione di gruppo, possano essere associate ad uno stile di vita non solo sano (quindi non bere, non fumare e mangiare vegano, o almeno vegetariano, cosa che anche io da mesi sto facendo passo dopo passo, prendendomi spazi, pochi, perché ci sto provando con tutto me stesso, visto il percorso olistico che seguo e al quale sto donando gran parte del mio tempo e animo) ma alla ricerca di una spiritualità che guida, tiene radicati alla Terra senza essere troppo coinvolti dal Sistema "disumano" che si è creato, amare e rispettare la natura, affinché i momenti difficili e più disperati siano affrontati con parsimonia e massimo controllo di noi stessi.
Le track contenute in questo gioiello ancora molto underground, trattasi di un disco del quale non si è mai parlato troppo, nonostante la pubblicazione nel 1999 su EPITAPH RECORDS, hanno titoli espliciti, a partire da DEMAND INDEPENDENCE, SELF WORTH, POISON IN YOUR BRAIN, I'LL NOT RESIST e CRISIS OF MEN, durano pochi minuti, velocissime, toni vocali tra urla taglienti ma melodia affine, e l'impatto imminente che emanano non deve essere assolutamente confuso con il nichilismo violento di altre band simili, dell'epoca o di nuova generazione che siano, interessate maggiormente all'estetica, merchandising e business in generale, che alla meditazione sui comportamenti tenuti e le solite frivole, superficiali parole di cliché a cui bisognerebbe dare una svolta più matura ; Cappo cerca di far capire che la potenza dell'hardcore più sincero e incontaminato è in grado di trasmettere interi flussi energetici al cuore, alla mente, all'intero corpo fisico e astrale, se vissuto come tale, con positività e non indifferenza, verso un genere considerato troppo spesso oltranzista e aggressivo in tutti i sensi, affinché la musica non diventi solo un ascolto qualunque, ma un messaggio diretto di cambiamento, evoluzione.
Negli anni '80, quando poco più che teenager, iniziò il suo percorso Yoga nello stesso momento in cui era animale da palcoscenico con YOUTH OF TODAY, questo per mantenere solidi i principi volti alla salute e all'elevazione spirituale, ma anche perché se eri originale, eri accettato, e considerato una persona reale, soprattutto in una metropoli cosmopolita e in continua crescita come Manhattan.....dove si trasferì da adulto, dove ancora lavora....pur essendosi spostato a Long Island, con moglie e figli, proprio per maggior tranquillità di vita privata.
Come ribadì in un'intervista per un magazine italiano, nella rubrica specifica "LIFESTYLE", che ringrazio per l'ispirazione su questo articolo, "Ora che ho 45 anni penso che se avessi indulgiato nei vizi, bene, a quest'ora probabilmente non farei quello che ancora mi piace: Yoga, musica, Mantra e tuffarmi sulle braccia del pubblico durante ogni concerto".
Ecco perché la sua carriera musicale è stata spesso catalogata come "krishna-core", e direi che va bene così, la profondità non manca in questo uomo. Un Grande maestro a cui va il mio massimo rispetto.
Saluti, Dany