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ONCE UPON A TIME IN ROCK: MASSIVE ATTACK - live at MELT! FESTIVAL 2010 (Germania)

  
Quando il rock, la musica ambient e l'elettronica diventano una cosa unica al mondo............
Non sono mai stato un grande cultore dei bootleg live e derivati da collezione, ho sempre preferito le cose basilari che fanno assimilare al meglio l'amore per la musica, gli album ufficiali, i concerti in presa diretta e rivedere quelli persi, a cui tengo sul serio, in dvd o sul web, ma ancora una volta sono stato sbaragliato dalla mia stessa mania di ricerca, e quando meno me lo sarei aspettato!
Una decina di giorni fa ho "downloadato" una vera chicca d'autore (Azz! Eresia nel mio vocabolario perché da buon devoto della vecchia scuola ho quasi sempre acquistato materiale originale, Azz!), un intero concerto dei MASSIVE ATTACK presso  MELT! FESTIVAL 2010 in Germania e l'impatto sonoro è stato esaltante da subito, una perfezione sonora e atmosfera che sono stato in grado di rivivere senza neanche aver visto un'immagine....fin dall'intro così misteriosa, cupa e propensa ad accrescere la mia curiosità....mentre facevo esercizi per la schiena, sdraiato sul pavimento...attenzione al massimo....
Anni fa li ascoltavo parecchio, furono quasi droga per me, per mesi e mesi, soprattutto quando la loro missione di contaminazione, raggiunto il culmine con gli album PROTECTION e MEZZANINE, fu in grado di raggiungere parecchi ambienti del rock, spezzando pericolosamente quei legami che si erano consolidati nel tempo con l'elettronica più oscura e di derivazione 80s', per non parlare della trance e della techno in evoluzione, ossia le classiche scuole da UK, Scandinavia o Germania stessa, intoccabili da sempre.....e l'industrial spopolava nelle chart.....loro, da buoni inglesi di ampie vedute, sono stati in grado di decelerare i beat rendendoli psichedelici, possenti, innovativi, raccogliendo sicuramente il meglio del dub, del jazz, della ambient e di quella musica alternativa in generale che era in fermento vent'anni fa......andai fino a Barcellona nel 2004 (il noto SONAR) per assistere ad un live act del duo/trio, mai capito alla fine quanti fossero tra chi se ne va e poi rientra, anche se dal vivo sono una completa band di almeno dieci elementi, e fui entusiasta della situazione nella sua globalità, del calore del pubblico che avvolgeva l'intera arena, delle proiezioni tanto semplici quanto illuminanti, sequenze di numeri e lettere scorrevoli su pannelli (tipo calcolatrice da ufficio), tra laser colorati misti a barre Windows Media Player, dell'acustica veramente ipnotizzante.....ma troppi brani famosi e poca sperimentazione sul momento.....desideravo uno show più minimale e meno studiato a tavolino, intrinseco alla loro superba capacità live, da sempre dimostrata dai report giornalistici e quelli diretti dei fan, ne ho letti molti, ecco cosa cercavo alla fine!

Questo concerto in Germania, che dura circa un'ora, è la prova che ad un certo punto hanno voltato pagina, e si erano già messi parecchie volte in gioco, ricordiamocelo, a partire da 100TH WINDOW e la soundtrack di DANNY THE DOG, puntando meno sui singoli, video e promozione a livello commerciale, per sviluppare un'anima musicale particolare, fuori ancora una volta dagli stessi schemi "outsider" che furono in grado di mostrare al mondo, che colpisse di più al cuore di chi ama la differenza e vuole pensare "differente" in musica, considerando che ad oggi abbiamo sentito di tutto e di più nel campo elettronico, generi diversi tra loro incontrarsi, manipolarsi a vicenda, essere storpiati all'ennesima goccia di frequenza pur di tirare fuori qualcosa.....e nel periodo 2005-2010, prendendo di riferimento un quinquennio vicino, sono tornati a fare quello che  più gli piaceva: suoni primordiali, viscerali e diretti, probabilmente come quando erano dei giovani alle prime armi, meno complessi e impastati rispetto alla continua ricerca dei nineties, ma coinvolgenti al punto di consolidare ancora una volta il loro nome nei top, senza tanti cartelloni pubblicitari, mantenendo unica la loro professionalità, radicamento e stile all'interno di un groove nettamente più vicino alla dancefloor, giocando pur sempre con quel senso noir che li ha visti amici di TRICKY, l'intimismo, il cinismo e l'intelligenza espansa che li ha resi una leggenda.......tutto ciò in un'era in cui drum'n'bass, dubstep ed elettronica quasi "violentata" hanno seminato in tutto il mondo adebti, con l'aiuto qua e là del reggae, del rap, del pop e del post-rock, tentando di raggiungere le orecchie anche dei più diffidenti e a corsia unica.... ma trovo che nessun artista emergente abbia sinceramente rappresentato un particolare exploit, che fosse "avanti" ....beh, forse DIZZEE RASCAL, le prime releases....."avanguard", che amo usare nei miei scritti, a casa mia è una parola sacra, ma ammettiamolo, non tutti sono uguali: c'è chi miscela seguendo una ricetta di base e poi usa la fantasia, chi crea pasticci a vanvera, e basta, chi genera "il jingle tormentone" che ingrassa i media e il proprio portafoglio (vedi Bob Sinclair), chi crea alchimia......i MASSIVE ATTACK sono alchimisti, sono di un'altro pianeta, dei prescelti, e a parte l'emozionante hit TEAR DROP, a questo Festival si sono lanciati nella più contemporanea, underground e coraggiosa setlist potessi immaginare, filtrando analogia e digitale, attitudine visionaria quanto ultra-tecnica, riff ripetitivi di basso e chitarra sul calare dei brani, che ricordano perfino TOOL e RADIOHEAD in preda alla febbre da macchine industriali, e inizi da brivido dove l'introspezione dei MOGWAI sembra sposarsi con il mid tempo dei DEPECHE MODE più acidi, testimoni di nozze gli spiralici ORBITAL e i MINISTRY degli albori......United Snakes, Babel, Girl I Love You, Invade Me, Teardrop, Safe from Harm, Intertia Creeps, Unfinished Sympathy, Atlas Air............insomma, un gran menu offerto da chi ha imparato a cucinare diversi piatti nella sua carriera! Quindi, non solo Trip Hop! Da sentire!!!
Ciao Ciao, Dany