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IL VELENO DEL POPOLO "IL PRIMO" (EDWOOD RECORDS)

Iniziamo questa recensione in maniera semplice, diretta e di impatto proprio come il suono di questa band….come se dovessimo rispondere ad un quesito: IL VELENO DEL POPOLO vengono da Catania, la caliente e storica Catania, per mano di Antonio Scafidi, voce e chitarra, e Marco Barbera, batteria. Interattivamente conosco Antonio da molti anni, ogni tanto ci teniamo in contatto….ha fatto parte di diversi progetti musicali tra cui i LOGAN, ha scritto alcuni libri molto interessanti, si occupa di promozioni live attraverso la DOPPIO ZERO BOOKING, ed è sicuramente un personaggio virtuoso della scena più sperimentale e underground della nostra cara penisola. Bada al prologo, IL PRIMO, questo il titolo del loro full lenght, parla chiaro da subito….chitarra alla mano, si accende l’ampli ed ecco le grezze note del noise più roll cavalcare l’onda delle frequenze….melodia che si scontra con il cinismo e lo sfogo interiore, street rock appena sfornato dal garage di casa, sia come attitudine che groove trascinante…..voci di protesta e disgusto che si susseguono al drumming secco ed in presa diretta di Marco, dei veri giocolieri on the road che hanno viaggiato parecchio nel mondo sotterraneo della musica, imparando a 360°, esperienza dopo esperienza, nutrendo un certo “rumorismo naif”, tra acido folk americano e vecchia scuola alternative, sul quale si basa l’intero disco…..questa è roba che infuoca, altro che mode da giornale….e loro ci vanno giù decisi! Amo i riferimenti più vari, le ispirazioni più sottili, quindi di primo acchito mi sono saltati in mente i nostrani UZEDA (leggendaria band di Catania!) e THREE SECOND KISS, nonché Mr. STEVE ALBINI e i suoi SHELLAC….ma gustando bene il piatto, traccia per traccia, le sinfonie lo-fi di JON SPENCER BLUES EXPLOSION, il no wave di HUSKER DU, il fuoco hc di BLACK FLAG e un po’ di spezie indie punk alla NIRVANA mi sono giunte al cervello….ma il mio cervello vede in loro anche la sana follia dei mattatori JESUS LIZARD e KEPONE...magari me lo sono imbevuto di troppa fantasia, magari non sono così abituato a certi suoni come un tempo, quando organizzavo concerti e questo era il mio pane settimanale, magari sono confuso e quindi divago, ma IL VELENO DEL POPOLO ha raccolto il meglio dei propri ascolti e, senza pesare su un genere in particolare, ha registrato 8 brani come perfetto antiossidante per le vene e le arterie, l’antica legge alchemica dell’analogia è stata rispettata, regna assoluta e risveglia i nostri neuroni a suon di vero Spirito Rock…. riportandoci con il subconscio (perché no?!) alla camicia a quadretti, t-shirt della SUB POP o TOUCH AND GO (etichette superlative!) e i jeans strappati….ovviamente in un club anni ‘90 tappezzato di poster, sporco e senza palco….che visione di alto livello, wow!....da tempo sono propenso alla ambient, al dub, alla musica progressive e alla riscoperta della psichedelia sixties and seventies ma vi ringrazio Ragazzi….Divino Cielo, quanto mi mancava riascoltare il saggio noise e i suoi discepoli, un ritorno a quel pezzo di passato che mi ha creato, formato, rivoltato, fatto ridere e piangere….ma del quale ricordo sempre i momenti più felici!