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PROMETHEUS

  • Scritto da Demonescuro

Prometheus

Titolo: Prmetheus

Regista: Ridley Scott

Anno di uscita: 2012

Attori principali: Charlize Theron, Guy Pearce, Noomi Rapace, Michael Fassbender

Paese: USA, UK

Durata: 124 minuti

Se pensavate che i tempi dell’aspra critica cinematografica fossero finiti, che una recensione non potesse essere un  valido motivo per evitare una pellicola scadente o che il redattore (per ora almeno) di questa rubrica avesse reso l’anima a Satana…beh…vi siete evidentemente sbagliati! Come ogni blatta che si rispetti sono tornato a riempire byte di spazio su BlackZine (su gentile concessione del caro Julien) con le mie opinioni e i miei consigli, non richiesti, sull’immenso mondo del Cinema!

Per rompere il ghiaccio ho pensato di cominciare con alcuni

film usciti recentemente nelle sale per permettere a chi li ha visti già di ragionarci una seconda volta sopra e a chi li vorrebbe, come uno stuzzicante Home Video del sabato sera, di decidere meglio se ne vale la pena.

Inizio questo mio nobile intento con Prometheus (come da titolone in alto) che ha destato parecchio interesse nel sottoscritto e nella collettività dei cinefili, all’epoca dei trailer.

Premessa: vedere nella locandina il nome di Ridley Scott come regista è stato il primo segnale divino che mi ha spinto a correre al cinema. Alien (1979), Blade Runner (1982), Hannibal (2001), le Crociate (2005), del resto, sono un biglietto da visita invidiabile per qualsiasi Director Americano e la lista infinita di film prodotti e girati dal signor Scott sono una garanzia di qualità. L’immagine che troneggiava sulla locandina stessa era accattivante (benedetto marketing) e provocava in me appassionanti connessioni neurali. Un testone gigante che avrebbe potuto aprirmi scenari vicini alle Teste dell’Isola di Pasqua, agli Annunaki (per spiegare questa connessione sarebbe necessario uno spazio troppo grande e totalmente off-topic, per cui vi rimando a Google con le seguenti parole chiave: ”Annunaki”, ” Zecharia Sitchin”, “Nibiru”, “pianeta Tyche” e anche a questo link: “http://forum.meteonetwork.it/meteo/136976-rivelazioni-governo-messicano-2012-a.html”) o a qualche relazione profonda con la cripto-archeologia (in stile Stargate, per intenderci).

Per quel che riguarda il cast: non sono partito con aspettative eccessive. I protagonisti non hanno un portfolio cinematografico particolarmente interessante, se non per l’immensa Charlize Theron e Guy Pearce. Noomi Rapace mi aveva colpito, più che altro, nei panni di Lisbeth Salander (trilogia Millennium scritta da Stieg Larsson), mentre Michael Fassbender non ha mai lasciato un segno indelebile del suo passaggio nella mia memoria. Del resto Charlize non ha un ruolo chiave e nemmeno Guy Pearce ha un personaggio di rilevanza assoluta sulla sinopsi di Prometheus.

Ambientazione, fondali e tutto quello che riguarda la parte che dovrebbe far entrare lo spettatore in pathos con la pellicola sono coerenti e curati nei dettagli. Anche la computer grafica è invasiva ma non spiacevole e tutto il complesso rende l’esperienza al cinema una vera immersione nello sci-fi.

Bene…da questo punto in poi vorrei pregare chi volesse vedere il film di non leggere più, poiché (anche se nelle mie recensioni non vedrete MAI uno squallido riassunto della trama) mi appresto a fornire considerazioni che potrebbero anticipare o rovinare la suspense del film.

  1. Il tema musicale, che ogni tanto appare e passa con toni di “speranza e scoperta”, mi ricorda terribilmente un mix tra Star Trek e Stargate. E’ davvero impressionante come risulti, al mio orecchio, quasi identico a un’infinità di altre colonne sonore dove viene proposto un invito uditivo allo spettatore che susciti apertura verso uno sviluppo più ampio della trama. Per questo, il mio dubbio è stato: è davvero così perfetta da non aver trovato un degno sostituto in anni ed anni di studio musicale? Non lo sapremo mai e di sicuro risentiremo quella musica in un futuro prossimo!
  2. La pellicola ha una o più relazioni, che oserei definire strette, con altre passate “glorie” di Ridley Scott. Fondamentalmente in Prometheus si parla di ricerca delle origini, di confronto (se umanamente possibile) e superamento dello stato di “Divinità”; dell’ossessione umana per lo scopo della vita e della ricerca infinita del Creatore. Ma questo non ricorda un po’ troppo la trama di Blade Runner? Non è forse l’androide Rutger Hauer a cercare e trovare il suo Ideatore e programmatore (e per cui una sorta di Dio) per poi ucciderlo? Guarda caso, la protagonista Elizabeth Shaw alla fine del film pone fine alle sofferenze dello spietato e crudele (nonché arrogante) Creatore, che lei chiama “ingegnere”.
  3. La relazione con Alien non sarebbe nemmeno da citare. Chi ha visto il film sa che Prometheus non è altro che una sorta di genesi degli alieni (cit. “che escono dalle fottute pareti”) di Alien I, II, III, IV. Ingenuamente non mi aspettavo uno sviluppo simile e mi ci è voluto un po’ per riprendermi dal colpo. Ridley, non hai davvero più niente di nuovo in cantiere da doverci riproporre un altro film sugli Alien? Sigourney Weaver li ha dovuti sconfiggere nel primo, secondo, terzo e quarto capitolo per poi lasciare il testimone ad alcuni Predators (anche qui mi riservo il diritto di sentirmi un po’ preso in giro) e addirittura a Raoul Bova (che per quanto ce l’abbia messa tutta è davvero improbabile in quella pellicola). Nemmeno Adrien Brody e Laurence Fishburne sono riusciti a mettere la parola “fine” sulla questione, per questo motivo ci siamo ridotti, nel 2012, a rivedere la “faccia” (e le svariate bocche) del caro Alien che noi tutti AMAVAMO. A volte vorrei meno trilogie e più innovazione nel cinema contemporaneo.

Un motivo per vedere Prometheus: fantascienza pura, per amatori del genere. Un regista che, di fatto, è un mostro sacro dell’epoca moderna e un ritorno (per nostalgici e persone che amano vivere nel passato) al film che nel 1979 ha aperto le porte allo sci-fi.

Un motivo per non guardare Prometheus: marginale la prestazione di Charlize Theron e una sospetta scena finale che delude perché promette un seguito imminente della serie. Per quanto un personaggio sia stato un cult mondiale negli anni ’80, alla fine arriva il momento di LASCIARLO ANDARE, vero Ridley? Sarebbe ora di esaurire questa mentalità secondo cui lo spettatore medio non va al cinema se non gli si offre una tri-quadri-deca Logia che lo faccia appassionare a una storia potenzialmente INFINITA.

In conclusione, Prometheus è un film che posso consigliare a una vasta gamma di spettatori. Nonostante la critica ritengo che sia un film da vedere almeno una volta. Speriamo solo che il seguito non sia l’ennesima delusione (come alcune serie di cui parlai nella mia recensione di Hellraiser).

Prometheus merita un giudizio complessivo di 8 Kubrik su 10 (8/10)

GUARDATE coi vostri occhi, PENSATE sempre e solo con la vostra testa e GIUDICATE solo col vostro cuore e gusto personale.

Buona visione!

Demonescuro