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Mike Muschok (STAIND)

E' un caldissimo pomeriggio di giugno e mi appresto ad andare all'Alcatraz di Milano per andare a fare due chiacchiere con i blasonati Staind; l'emozione è tanta

essendo la mia prima intervista,ma subito le paure si annullano quasi del tutto quando vengo a scoprire che sono delle persone simpaticissime e disponibilissime verso i fan, cosa a volte molto rara purtroppo, soprattutto il frontman Aaron Lewis che ride e scherza con qualsiasi persona proprio di fronte al locale fumando non solo sigarette. E così, dopo anche un simpatico siparietto tra un venditore di magliette illegali degli Staind ed Aaron e dopo aver ascoltato il soundcheck della band, mi appresto ad andare dietro le quinte per intervistare il chitarrista della band, Mike Muschok.

 



STEVE ROCK: Ok cominciamo parlando del vostro ultimo album, ormai uscito un anno fa: siete soddisfatti dei risultati ottenuti?

MIKE: Si è sempre bello entrare in studio e raccogliere tutte le nostre idee per delle nuove canzoni, anche se sono differenti fra loro. Ed è ancora più bello vedere che il risultato ottenuto piace molto ai tuoi fan.

 

STEVE ROCK: Il titolo che avete scelto per l'album "The Illusion of Progress", è sicuramente molto forte e può dire molte cose, da dove è nata l'idea di sceglierlo?

MIKE: Non ricordo benissimo da cosa è nata l'idea, eravamo in studio a finire le registrazioni ed è nata all'improvviso, ci è piaciuta subito anche perchè si ricollega benissimo ai testi delle canzoni ed alla situazione mondiale attuale.

 

STEVE ROCK: Come è stato lavorare insieme al produttore Johnny K?

MIKE: Si Johnny è un grande e lavorare in studio con lui è stato bellissimo! Ha fatto davvero un bel lavoro con i suoni e poi ci ha dato un grande aiuto a mettere insieme tutte le nostre idee.

 

STEVE ROCK: Preferite comporre da soli oppure tutti insieme?

MIKE: Personalmente preferisco comporre da solo per poter sfruttare al meglio tutte le idee che ho in mente, anche se però è inevitabile poi dover lavorare insieme all'arrangiamento delle canzoni per poter completare al meglio le canzoni e renderle nostre.

 

STEVE ROCK: C'è una canzone dell'ultimo album alla quale sei maggiormente affezionato?

MIKE: Non riesco a trovarne una perche è stato bello lavorare su tutte le canzoni e sono molto contento del risultato ottenuto,quindi non lo so, a voi la scelta!

 

STEVE ROCK: State già pensando ad un nuovo album? Avete già qualcosa di pronto?

MIKE: Si abbiamo già qualche idea pronta, anche se siamo in tour cerchiamo sempre di trovare il tempo per poter scrivere insieme materiale nuovo.

 

STEVE ROCK: Voi siete abituati a suonare in grandi festival come per esempio pochi giorni fa al Reading Festival davanti a migliaia di persone. Cosa ne pensate invece dei concerti nei luoghi più piccoli e raccolti come qui all' Alcatraz?

MIKE: Suonare davanti a tantissima gente, come al Reading appunto, è sempre bello e fantastico, ma per noi lo è allo stesso tempo farlo in locali sicuramente meno capienti come qui a Milano perchè sei più a contatto con i fan e quindi a volte può essere molto più gratificante, noi diamo molta importanza al rapporto con i fan.

 

STEVE ROCK: Il prossimo mese partirete per un nuovo tour insieme agli Shinedown, Chevelle e Halestorm. Il punto di forza di questo tour è anche il prezzo del biglietto molto basso, cosa non da poco se si pensa alla forte crisi che sta devastando il mondo. Credete che sia una strada che anche le altre band debbano seguire?

MIKE: Non lo so... è una cosa che ci siamo sentiti di fare, anche se non nascondo che è stato molto difficile. Ma comunque le strade che si possono seguire per invogliare la gente a venire ai concerti sono tante, come per esempio parcheggio libero o bevande offerte. Basta soltanto volerlo, è questo il problema.

STEVE ROCK: Come chitarrista, quali sono le band che ti hanno maggiormente influenzato?

MIKE: Mi piacciono molto le band anni 70, fra tutte i Led Zeppelin, anche se però sono cresciuto nell'epoca del grunge e quindi sono stato molto influenzato da Alice in Chains o Soundgarden.

 

STEVE ROCK: Ultima domanda, tirando le somme ormai sono passati dieci anni dall'uscita del vosto primo album: siete soddisfatti della vostra carriera sin ora oppure avreste magari preferito prendere altre strade in certe situazioni?

MIKE: Pensando a dieci anni fa a volte ci sembra incredibile essere arrivati fin qua! Ma siamo contenti di ogni decisione presa perchè tutto è sempre stato fatto seconda la nostra volontà e vogliamo andare avanti per questa strada sicuramente.