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Nova Rock 2019 "Day II"

Il secondo giorno del Novarock conta tra le righe della sua programmazione, protagonisti della scena mondiale che, per diversi motivi, toccano le corde del cuore di molti metallari della prima ora nel profondo.

Nella prima parte del pomeriggio fanno comunque sempre validissimo sfoggio di presenza e interesse molti gruppi che meritano sicuramente la chiamata alle armi.

Di particolare, si notino tra i tanti i Starset che tra le fila schierano una violinista di fama mondiale, una certa Siobhan Cronin gia presente nei Trans Siberian Orchestra e la violoncellista Mariko M, che lasciato temporaneamente il progetto Le circle du Soleil, fanno da contraltare al cantante Dustin Bates nella loro proposta di “cinematic punk” ovvero ambientazioni steampunk di ottimo livello sia compositivo sia visivo da parte di tutta la band.

Alle 17, quando oramai ci si avvicina al happy hour, qui nel Pannonia Field si serve il piatto metallaro universale cominciando con stuzzichini metalcore offerti dai potenti Beartooth, e per poi continuare con mazzate potenti ai fegati e reni, che ti lasciano senza fiato, in rapida successione sul Red Stage partendo come mastri martellatori i polacchi Behemoth.

Nergal è in ottima forma e questo si ripercuote su tutta la band che sfoggia tantissima potenza e violenza sonora sotto un sole che oramai ha ridotto a un arrosticino il criceto che fa girar la ruota nelle teste dei folli che si sono presentati in questa terra che sembra una succursale dell'Africa Sahariana.

 

Folli come d'altronde sono i reggenti temporanei del Blue Stage, gli Idles che il cervello se lo sono bevuti con tanto di ombrellino e oliva rigorosamente senza ghiaccio per non annacquare la pazzia con cui si presentano sul palco e intrattengono, come dei goliardici idioti, il pubblico festante e partecipe. Bassisti e chitarristi che in mutande lasciano gli strumenti a degli spettatori raccattati nel pubblico al quale si regalano con stage diving.

 

A seguire: iniziano i guai seri.

 

Salgono i Dropkick murphys e i capisce da subito che “the boys are back and they are looking for trouble”.

Gli irish - celtic style da Boston spaccano sul serio , tenendo un ritmo indiavolato e incendiano il pubblico numerosissimo.

La security ha il suo bel daffare con la onda umana che si riversa oltre le teste delle persone e che ripetutamente si frange oltre la transenna, generando tra le braccia degli addetti sorrisi, pianti di gioia e voglia di spassarsela da parte di ragazzi e soprattutto ragazze che correndo fuori dal pit danno il cinque anche alla polizei per poi ritornar e ripetere il tutto.

Carina la scenetta che all'ennesimo stage diving si ferma dalla poliziotta e scommette di avere il suo numero se per la fine dell'ultimo pezzo, riuscirà a oltrepassare le transenne ancora tre volte. I bene informati dichiarano che la poliziotta ha perso e pagando pegno ha salvato sul cellulare del ragazzo il numero della stazione di polizia. Bene ma non benissimo. Ma anche questo è Novarock

 

Per un'ora i Dropkick hanno messo i puntini sulle i sul manuale di come far unire un pubblico non eterogeneo in ambiente altamente sfavorevole.

Bravissimi. Presto in italia e da vedere di nuovo.

 

A seguire i canonici The Smashing Pumpinks che curano un bello show senza picchi rilevanti ma che comunque rende omaggio alla carriera del gruppo.

 

Tocca a Robert Smith con i suoi The Cure a chiudere la serata del Blue stage.

 

Uno show molto ben suonato con tantissimo pubblico. Due ore abbondanti dove si sono proposti tutti i grandi classici di quel dark anni 80 che non dispiace mai.

 

Molto interessante, in contemporanea sul Red bull Stage c'era molta curiosità per i Puddle of Mudd.

L'attesa era tanta che il pubblico poteva rivaleggiare per numero con quello del vicino palco degli Smashing.

Lo scrivente è ancora colpito dalla purtroppo penosa, causa devastazione alcoolica e morale del cantante Wes al loro ultimo concerto al Live di Trezzo, dove oltre a essersi accasciato svenuto dal bere , aveva tirato dal palco bottiglie di birra di vetro al pubblico.

 

Grandissimo spolvero, sempre una ottima voce e finalmente vedi che cosa sanno fare e lo sanno fare bene. Un complimenti sentito all'uomo che si è incamminato piano ma bene sul sentiero della ripresa.

Ma basta scherzare.

Sul Red Stage è tempo di farsi del male.

Dopo i sempre bravi Trivium, si mettono a nanna i bimbi e cominciano i grandi.

 

Livello si epicità toccata:

Gli Antrax che dopo una introduzione con The number of the Beast degli Iron Maiden, aprono il concerto suonando Cowboys from Hell dei Pantera.

Delirio e neuroni spenti.

Un'ora dove Belladonna, Bello e Scott Ian con dieci pezzi ancora dimostrano come fare male agli 80000 presenti a sentirli sotto il palco.

Veramente veloci,potenti e supportati da un pubblico giovane e partecipe e non vecchie cariatidi con creme e cerotti di antidolorifici a testimoniare i tempi di gloria.

Iniziano e salutano con i Pantera, ma in mezzo sparano Caught in a mosh, I'm the Law, now it' dark, In the end.

La conclusione è riservata, dopo la cover Antisocial dei Trust a Indian che chiude con i giri finali della opener Cowboy from Hell dei Pantera.

Si prepara il palco per il Final World Tour.

Si spengono le luci, il palco si illumina di rosso e le croci bianche vengono fatte roteare sul tendone.

Un tendone, che per un hooligan come me, che prego di non cadere mai.

Ma purtroppo non è così e alle 23.35 il telo cade, gli occhi si chiudono e Delusions of Saviour irrompe nell'aria.

Si riaprono gli occhi e si onora lo stage. Non è possibile non farlo.

E ti ritrovi a sentirli come se fosse la prima volta, non la 14esima.

Veloci. Potenti. Il pubblico per nulla reticente, nonostante l'ora e le fatiche profuse durante tutto il giorno, incita Araya e soci a far del loro meglio.

Come a voler ribadire non si ha paura di niente quando stai cosi bene con sconosciuti che per due ore tratti da fratelli.

Tommaso chiede di aiutarlo con l'introduzione di War Ensemble.

E tu obbedisci, anzi fai in modo che il tuo urlo sia potente e che possa riecheggiare nel infinito nero della notte.

WAAAAAARRRRR!!!!!!!!!!!!! fino a quando anche i polmoni sono vuoti, e ti esplodono i lombi e i reni dallo sforzo, le gambe danno segno di cedere e la testa di perdersi. Ma non c'è tempo. I polmoni si riempiono ancora di ossigeno e riprendi forza e ti ributti in mezzo.

Tutto il resto è contemplazione attiva.

 

Gli Slayer stanno suonando per il loro ultimo tour e sai che è praticamente impossibile che sarà come quello dei Kiss che fanno un final tour ogni 5 anni.

Finiranno, e sai che una parte di gioventù non potrai più riviverla se non nei ricordi.

Ricorderò Araya che scherza col pubblico stasera, che ride e si prende per il culo ridendo col fonico perchè ha sbagliato un attacco di cantato.

Ricorderò che il Novarock mi ha dato la possibiltà di rivederli in un contesto degno. Come meritano i grandi.

Spolverano anche canzoni poco note ed è un piacere, tipo Payback che molti giovani non sanno.

Ma è quando senti le note di Angel of Death che capisci che l'era è finita. Che non la sentirai mai più suonata così.

E' sentenza. Fine

Avrà ragione Robert smith con la sua Boys don't cry. Ma ci sono eccezioni.

 

Molto attenti anche all'attualità del panorama musicale , gli organizzatori hanno deciso di far concludere la notte allo youtuber norvegese con nome italiano Leo Moracchioli che conclude con le versioni metallare di canzoni famose pop. Il pubblico gradisce molto e la giornata può finire e riportare le membra in tenda.

 

Articolo scritto da Endy Prandini
Foto di Yamile Barcelo
 

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