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NOVA ROCK "Day I"

Per sopravvivere all'inferno in terra che, causa cambiamenti climatici e scirocco dall'africa, ha trasformato la piana ventosa di Nickelsdorf in una terra arroventata dove solo Mad Max riuscirebbe a cavarsela, bisognerebbe essere animali a sangue freddo e lasciarsi riscaldare sdraiati come un rettile su un sasso.

 

Sarebbe cosi auspicabile, passare un tranquillo weekend lungo che parte da giovedì per arrivare a domenica belli riposati e pronti a ricominciare una settimana lavorativa in tranquillità.

 

Tutte queste belle aspettative vengono disintegrate alle 14 dall'apertura degli Amaranthe che nei 25 minuti del loro set sul bluestage scoperchiano il vaso di pandora del Nova riversando la piena consapevolezza sui gia tantissimi presenti che sarà una lunga, impegnativa e selettiva giornata di puro piacere musicale.

 

Una torrida salita dove ogni passo segna una nuova sfida, dove non ci sara spazio per ripensamenti, non si dovra dar segno di debolezza o il caldo e i watt sparati a volumi da guerriglia urbana faranno caduti sul prato.

 

Il Novarock quest'anno è ancor di più nel segno della varietà musicale sparpagliata ordinatamente nei cinque palchi ufficiali dell'evento, i due grandi Il Blue stage e il Red stage, il Redbull, lo jagermaister e quello più vasto che fa capo a ogni cuore che si presenta, incita e si diverte.

 

I gruppi del primo giorno già fanno capire che il Novarock non si intimidisce con la nomea di essere il più grande festival austriaco e sfoggia gia nel pomeriggio band come Godsmack, o da Richmond fucking virginia i Lamb of God o i locali ma molto promettenti Pain Is che hanno incendiato lo Jagermaister stage piu dell'amaro sponsor.

 

Il rettile multicolore dell'offerta musicale cambia ancora e in contemporanea sui due palchi principali vengono dati in sacrificio al pubblico due band che per attitudine sono molto simili, in quanto guerrieri del loro credo con una nutrita schiera di fedelissimi che aspettano solo di poterli adorare.

 

Da una parte i vichinghi , lungo crinuti, fieri difensori del Val Halla, gli Amon Amarth e sullo schieramento opposto i guerriglieri politici armati di retorica, intelligenza e ska che rispondono al nome di ska-p.

 

Entrambi hanno reso onore da una parte con dedizione, fuochi e congregazione norrena dall'altra lotta sociale, sarcasmo e ironia politica ai loro fedeli.

 

Quando alle 21.30 sul bluestage il sole fa capolino dietro l'orizzonte e le anime sopravvissute riprendono fiato, salgono sul palco gli Slipknot.

Volumi assurdamente alti e potenti.

 

Si vocifera che nel ristorante di Rocco Siffredi a Budapest siano vibrate le sedie e che le clienti lo abbiano richiesto come optional per la cena per tutte le sere...

Quasi due ore di spettacolo dove, inutile dirlo, i pezzi della loro prima decade di produzione musicale ha veramente causato delirio e sono stati quelli più partecipati.

Hanno comunque subissato di watt il pubblico che in massa ha riempito ogni angolo dello stage per acclamarli, e loro hanno risposto veramente molto bene.

Lo stesso si può dire anche dei Sum41 che si esibivano sul redstage. Ovviamente il genere molto diverso ma il loro poppunk ha divertito e fatto ballare i moltissimi sostenitori.

Solo un piccolo problema di smontaggio e montaggio palco, dovuto alla complessità delle scenografie delle band, ha fatto ritardare l'esibizione dei Sabaton di quasi mezz'ora sul tabellino di marcia impeccabile dell'organizzazione.

 

Gli svedesi, alfieri di un certo genere di celebrazione bellica della storia svedese ed europea ha snocciolato i loro pezzi e cavalli di battaglia a un pubblico che nonostante la giornata degna di una campagna d'Africa non ha desistito ma ha continuato a presenziare e onorare la sacralità dello stage.

Il loro obice ha sparato ben più di una cartuccia ed esaltato i presenti che alla fine hanno potuto stendere i loro resti affamati e stanchi e ricompensarsi di un degno riposo.

 

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